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1924 – 1926 Umberto Nobile nelle Marche
 

Il generale Umberto Nobile
“tratta da In volo alla conquista del segreto polare di U. Nobile”

In questi anni Umberto Nobile è già un personaggio di punta del dirigibilismo italiano ma, dopo le due spedizioni polari del 1926 e 1928, la sua fama varcherà i confini nazionali. 

Con il grado di colonnello della Regia Aeronautica dirige a Roma lo Stabilimento Costruzioni Aeronautiche dove si progettano e realizzano dirigibili all’avanguardia.

Proprio per questo motivo l’Aeroclub di Norvegia si rivolge allo SCA per avere un’aeronave del tipo N1 da impiegare in una spedizione polare al comando dell’esploratore Roald Amunsen.

Nobile, in qualità di progettista dell’N1, è invitato a parteciparvi e gli viene offerto il comando dell’aeronave.

Dopo aver ottenuto l’assenso dalle nostre autorità militari, si accinge alla preparazione del mezzo aereo e dei materiali necessari alla dura prova.

Mentre l’ N1, che assumerà il nome di Norge, è in allestimento a Roma Ciampino, egli si dedica ad alcune prove tecniche in volo.

Usa il dirigibile Mr (minimo ridotto), un semirigido di poco più di mille metri cubi, realizzato nel 1924 presso lo SCA, e mosso da un motore radiale Anzani da 45 hp.

Come campo di volo sceglie quello di Jesi che al momento è in disarmo ma con il grande hangar ancora perfettamente efficiente.

Non conosciamo la natura di queste prove, ma Nobile parlerà della loro importanza nel discorso che terrà a Jesi nel corso della visita alla città e che vedremo più avanti.

Il volo di trasferimento, equipaggio Nobile e capitano Zezi, inizia da Ciampino il mattino del 27 novembre 1924 per terminare in maniera rocambolesca nello stesso pomeriggio.

Dopo aver sorvolato il Lazio e l’Umbria ed imboccata la Vallesina, in prossimità di Jesi incontrano un fitto banco di nebbia che impedisce la vista dell’aeroporto.

Prendono terra in aperta campagna per chiedere ad alcuni contadini come orientarsi ma nonostante ciò, non riescono a trovare la meta decidendo quindi per un nuovo atterraggio.

A causa della scarsa visibilità la navicella urta un albero e Nobile viene scaraventato in terra mentre il capitano riesce a rimanere a bordo.

Il piccolo dirigibile, alleggerito e senza pilota, tende ad innalzarsi ma Nobile approfitta di una fune penzolante; l’afferra e con grande sforzo riesce a legarlo ad un albero.

I due raggiungono poi la città in auto, mentre l’Mr rimane ancorato all’albero per la notte.

Nei giorni seguenti una squadra di tecnici giunge da Roma e provvede alle necessarie riparazioni.

I voli sperimentali iniziano dal 19 dicembre: sono di breve durata e quasi sempre nel cielo campo o nelle immediate vicinanze.

L’unico volo di una certa durata, due ore circa, si svolge il 5 gennaio quando si spingono sul cielo di Macerata.

Il 15 seguente Nobile e Zezi a bordo dell’ Mr lasciano l’aeroscalo jesino e rientrano a Ciampino.

Nobile ritorna a Jesi il 13 giugno 1925 sempre a bordo dell’ Mr, stavolta accompagnato dal motorista Baroni.

Il dirigibile Mr
“tratta da  Italian Airships di Giuseppe Pesce” 

Si ferma solo pochi giorni ed il 16 si trasferisce in volo all’aeroscalo di Ferrara dove si trattiene, proseguendo nelle esperienze di volo, per buona parte dell’estate.

Il ritorno allo scalo jesino avviene il 9 settembre, dove le prove in volo sono sospese per sottoporre il dirigibile ad alcuni lavori di manutenzione.

I voli riprendono nel mese di ottobre e Nobile prosegue con il suo programma sperimentale sempre limitandosi a sorvolare il cielo di Jesi.

Il 28 compie l’ultimo volo andando su Falconara ed Ancona, per poi rientrare definitivamente a Roma il mattino seguente.

Nel lasciare la città s’impegna di tornare per una visita dopo l’ormai prossima spedizione polare.

Il volo al Polo Nord con il Norge si svolge tra il 10 aprile ed il 13 maggio 1926; tutto va nel migliore dei modi e Nobile rientra in Italia carico di gloria.

Nel settembre si reca nelle Marche in auto per tener fede alla sua promessa.

La tappa principale è la città di Loreto per rendere omaggio alla Madonna di Loreto, eletta nel 1920 quale Protettrice degli Aeronauti.

Nobile arriva la mattina del 19 settembre e viene accolto da un folto comitato d’onore all’interno del Palazzo Reale.

In realtà la sua visita nelle Marche inizia dal giorno precedente, quando si reca a Macerata in forma strettamente privata.

Dopo i convenevoli si trasferiscono all’interno della Basilica per la solenne funzione religiosa.

Al termine il cielo di Loreto viene sorvolato dagli aeroplani della 25a squadriglia, basati sul vicino aeroporto, che vengono benedetti dal vescovo mons. Aluigi Cossio.

Nel frattempo all’interno della cupola si sviluppa un principio d’ incendio che viene spento rapidamente.

Le cronache del tempo riportano che lo stesso Nobile interviene personalmente nello spegnimento.

Risoltosi tutto nel migliore dei modi si consuma il banchetto in onore del Generale e che termina solo nel tardo pomeriggio.

La giornata lauretana si conclude con la visita all’aeroporto per ammirare gli aerei della squadriglia che vanno di nuovo in volo in suo onore.

Il mattino seguente il generale, accompagnato dalla sua famiglia, si trasferisce a Jesi per rendere omaggio alla città.

Trascorre la mattinata rispondendo al saluto delle autorità e di tutta la cittadinanza.

Il pranzo avviene presso l’abitazione del pioniere jesino Riccardo Ponzelli che ha provveduto, in qualità di proprietario della locale concessionaria Fiat, ai suoi spostamenti in auto.

Nel primo pomeriggio rientra a Roma concludendo così la sua ultima visita nelle Marche.

 
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