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1933 - Il R.A.V. in Ancona
 

Idroscalo di Ancona. Cassinelli (a sx) e Scapinelli  posano con un MC 72
“foto Aeronautica Militare “

Verso la fine dell’estate del 1933 l’idroscalo “Sanzio Andreoli” ospitò una sezione del Reparto Alta Velocità, allora basato a Desenzano del Garda.

Un’aliquota di piloti e specialisti con due idrocora Macchi MC 72, vi furono distaccati temporaneamente nel tentativo di battere due record di velocità. 

Per inquadrare l’evento accenniamo brevemente sulle vicende della Coppa Schneider.

Questa competizione fu ideata e finanziata dall’omonimo industriale francese sul finire del 1912, come prova di velocità da tenersi annualmente tra idrovolanti.

Il trofeo finale sarebbe stato assegnato al vincitore di tre gare nell’arco di cinque anni, con un percorso stabilito in un circuito triangolare di 50 km con due virate da 180° e da ripetersi sette volte.

L’ MC 72 di Cassinelli nel porto di Fano dopo l’inconveniente tecnico
“tratta da Storia di un primato di V. Fradeani”

La competizione con il passare degli anni mutò fisionomia: l’enorme progresso tecnico portò alla comparsa di veri e propri idro da corsa ma con un enorme aumento dei costi, tanto da trasformarsi in una competizione tra le nazioni tecnicamente più avanzate.

In Italia fu creato nel 1927 il Reparto Alta Velocità con lo scopo di mettere a punto gli idrocorsa, prodotti da Fiat e Macchi, e preparare i piloti per questi bolidi.

Nonostante i nostri sforzi la Coppa venne assegnata definitivamente alla Gran Bretagna nel 1931.

L’industria nazionale aveva prodotto lo splendido e velocissimo MC 72 che purtroppo non vinse per un difetto di messa a punto.

Una volta risolti i problemi tecnici l’ MC 72 nell’aprile del 1933, pilotato dal m.llo Agello, si aggiudicò il record mondiale di velocità per idrovolanti con 682 kmh.

Passo successivo, per dimostrare tutte le potenzialità del mezzo ormai perfettamente a punto, fu il tentativo di conquistare la Coppa Bleriot, 30’ di volo a più di 600 kmh, ed il primato di velocità su distanza di 100 km, al momento detenuto dagli inglesi con una velocità di 551 kmh.

Il primo problema da risolvere fu la scelta del luogo delle prove dato che il Lago di Garda era troppo corto e stretto.

In particolare quella dei 100 km avrebbe richiesto diverse virate con conseguente perdita di velocità. La scelta cadde sul litorale adriatico, nella zona di Ancona, sia per le buone condizioni meteo autunnali che per la costa pressoché rettilinea.

Nei primi di settembre gli uomini del RAV si trasferirono nel porto di Ancona con due MC 72, MM 177 e 179, un ICR 20 per i voli di ambientamento ed un pontone per trainare gli idrocora fuori dal porto.

In un paio di settimane furono risolti tutti i problemi tecnici sia per gli idrocora che per il sistema di cronometraggio, a cura della Federazione Aeronautica Internazionale, che avrebbe omologato i risultati.

Il 25 settembre decollò il ten. Col. Cassinelli per la prova dei 100 km.

Subito dopo il decollo, al suo MC 72 si ruppe un tirante e fu costretto ad ammarare all’altezza del fiume Metauro. L’idrocorsa fu ricoverato nel porto di Fano in attesa del pontone per il rientro in Ancona

 Porto Recanati, lapide a ricordo dell’evento
“ foto Lucci “

Le condizioni meteo favorevoli per la prova si presentarono solamente l’8 ottobre, quando Cassinelli decollò poco dopo le otto del mattino.

Il percorso cronometrato era di forma triangolare tra Falconara e Pesaro e prevedeva una sola virata, cosiddetta “Desenzano” perché prerogativa dei piloti del RAV.

La prova di distanza si concluse con una velocita’ media di 629 kmh nettamente superiore al precedente primato inglese.

Con questi ottimi auspici il cap. Scapinelli si preparò per l’assalto alla Coppa Bleriot.

Il tempo si mise al brutto e permise il decollo solamente il 21 ottobre.

A causa della durata del volo di trenta minuti, il percorso fu studiato come un triangolo tra Porto Recanati e Porto Corsini sempre con un’unica virata.

Tutto si svolse magnificamente e sul traguardo Scapinelli fece segnare la velocita’ media di 619 kmh che permise la conquista del trofeo.

Nei giorni seguenti il distaccamento del RAV, carico di gloria, lasciò l’ospitale città di Ancona  per far ritorno alla sua sede.

La doppia vittoria fu particolarmente festeggiata nella città, ma suscitò un enorme interesse anche nelle Marche, sia per i risultati sia per la quantità di pubblico che vide i due bolidi nel corso dei voli.

Con il trascorrere degli anni se ne perse completamente la memoria e solamente in occasione del cinquantenario, l’ Associazione Arma Aeronautica di Macerata fece apporre a Porto Recanati una lapide per ricordare l’evento.

La prova di distanza si concluse con una velocita’ media di 629 kmh nettamente superiore al precedente primato inglese.

Con questi ottimi auspici il cap. Scapinelli si preparò per l’assalto alla Coppa Bleriot.

Il tempo si mise al brutto e permise il decollo solamente il 21 ottobre.

A causa della durata del volo di trenta minuti, il percorso fu studiato come un triangolo tra Porto Recanati e Porto Corsini sempre con un’unica virata.

Tutto si svolse magnificamente e sul traguardo Scapinelli fece segnare la velocita’ media di 619 kmh che permise la conquista del trofeo.

Nei giorni seguenti il distaccamento del RAV, carico di gloria, lasciò l’ospitale città di Ancona  per far ritorno alla sua sede.

La doppia vittoria fu particolarmente festeggiata nella città, ma suscitò un enorme interesse anche nelle Marche, sia per i risultati sia per la quantità di pubblico che vide i due bolidi nel corso dei voli.

Con il trascorrere degli anni se ne perse completamente la memoria e solamente in occasione del cinquantenario,l’ Associazione Arma Aeronautica di Macerata fece apporre a Porto Recanati una lapide per ricordare l’evento.

 
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