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AEROPORTO DI FANO : una proposta per il futuro.
 

La nuova sistemazione dell'aeroporto proposta nello studio.Le modifiche sono di colore rosso.In alto a destra il museo dell'aria  (foto Colaianni Rozzi)

Nello scorrere le cronache locali dei quotidiani abbiamo letto la notizia delle nuove lauree, ottobre 2005 , presso la Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno.Cio’ che ha colpito il nostro interesse  e’ stato il titolo di una di queste: “Parco e museo dell’aria nella citta’ di Fano” Universita’ di Camerino Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno laureande Claudia Colaianni e Taide Rozzi. Relatore Prof. Arch. Pippo Corra,correlatore Arch. Gabriele Mastrigli. Sicuramente interessati dal soggetto, decisamente innovativo in ambito regionale,e dalla paternita’ tutta in rosa del lavoro ci siamo subito messi in contatto con i neo architetti.Le simpaticissime Claudia e Taide si sono mostrate disponibili ad illustrarci la loro tesi. Complimentandoci per la laurea brillantemente conseguita lasciamo loro la parola.

Il complesso dell'ex mattatoio allo stato attuale  (foto Colaianni Rozzi)

“ Quello di Fano è un aeroclub di discrete dimensioni, attivo ed interessante sia per l’attività turistica che per l’aviotrasporto privato e commerciale. L’aeroporto nasce nel 1930 come campo di volo civile. Nel 1937 diventa militare e dopo un ampliamento , dal 1940 e‘ sede di una scuola di volo.Completamente distrutto a causa degli eventi bellici e’ riattivato nel 1950 dall’ Aeroclub di Pesaro che vi istituisce una scuola per allievi civili.Oggi e’ gestito dalla societa’ Fanum Fortunae.Da alcuni anni si è acceso un dibattito.Da una parte i sostenitori dell’amplia mento dell’avioclub lo vorrebbero far diventare un aeroporto commerciale, complementare ai vicini scali di Falconara e Rimini, prevedendo così la cementificazione e l’allungamento della pista e la costruzione di due nuovi hangar.Dall’ altra parte i sostenitori del parco, che chiedono che l’aeroclub rimanga nella situazione attuale e che si crei nelle aree limitrofe un grande parco urbano usufruibile dai quartieri limitrofi e da tutta la città di Fano.

Progetto del museo dell'aria (foto Colaianni Rozzi)

La scelta guida della nostra tesi, è stata quella di far convivere le due idee, da un lato consentire l’ampliamento dello scalo e dall’altro creare un “parco dell’aria”, un grande parco urbano attrezzato che diventa collettore tra l’abitato centrale e la “città lineare” adriatica.Lo scalo aeroportuale crea un grande “vuoto” verde situato al limite meridionale del centro urbano di Fano, parallelo all’ultimo tratto del fiume Metauro.Un “vuoto” programmatico dove abbiamo individuato quattro emergenze: la prima è lo scalo aeroportuale, dove prevediamo l’ampliamento, la cementificazione e l’allungamento della pista a 1500 metri e la costruzione di due nuovi hangar, la seconda è la zona dell’aero- modellismo dove prevediamo la costruzione di una struttura con aule per l’aeromodellismo e aule per la scuola di volo, la terza è l’area dell’ex-mattatoio dove progettiamo un museo dell’aria, e, l’ultima è la zona del vecchio aeroclub che per noi si è trasformata in una zona di verde sportivo attrezzato e un’area ricettiva. Queste quattro emergenze collegate tra loro attraverso strade e piste ciclo-pedonali, gestiscono il parco urbano facendolo interagire con la città.Il nostro studio è sceso di scala, progettando un museo dell’aria nell’area dell’ex-mattatoio, ormai in disuso dagli anni settanta, destinata dal P.R.G a zona d’interesse culturale.I confini dell’edificio sono proprio quelli dell’ex-mattatoio, ampliati per inglobare il serbatoio dell’acqua che è nel progetto l’unica preesistenza. L’interesse per il serbatoio è dato dal fatto che costituisce “un’architettura impossibile” in quella specifica area, difatti le normative vigenti che regolano le costruzioni nelle vicinanze di scali aeroportuali, prevedono che l’altezza massima consentita sia di 1 metro ogni 7 metri lineari dalla recinzione.

Progetto del museo dell'aria (foto Colaianni Rozzi)

Il serbatoio dell’acqua, con la sua altezza, esce fuori da questa linea, ma si trova in quella posizione perché costruito antecedentemente alla recinzione dell’aeroporto.
Questa linea virtuale delle altezze ha condizionato in maniera decisiva la forma del nostro museo, che è fondamentale nella comprensione del progetto difatti le altezze obbligate che vanno da 12 a 24 metri, hanno individuato l’inclinazione del volume.

Il progetto ha tre grandi temi:

    - il museo
    - il multisala
    - gli spazi per il ristoro

Il multisala e gli spazi per il ristoro s’identificano nella pianta non solo funzionalmente ma anche formalmente in una “L”.
Lo spazio del museo si contraddistingue invece come un sistema di piani a diversi livelli, rampe e percorsi interni, qui vengono esposti aerei ed elicotteri di varie dimensioni e modelli.
Lo spazio interno è tutto regolato da una rampa centrale circolare che determina la percorrenza del museo, difatti permette la salita ai vari piani da dove poi si scende con il sistema di rampe laterali.
Un altro spazio interessante è quello della sala storica, che si sviluppa su più livelli intorno al serbatoio, trasformatosi in un belvedere al quale si accede attraverso un ascensore interno ed una scala esterna “.
 

 
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