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JESI Savoia Marchetti stabilimento produttivo |
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la vecchia palazzina uffici della SMASM fotografata nel 2001 ( foto Lucci )
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Per risalire alle origini di questo stabilimento bisogna andare all’estate del 1938. In quel periodo il Ministero dell’ Aeronautica aveva avuto disposizione di avviare il cosiddetto Piano di Decentramento. Esso prevedeva di spostare il 50 % dell’industria aeronautica ,allora tutta concentrata nel nord Italia , nel centro sud entro l’estate del 1940. La Savoia Marchetti per il notevole carico di lavoro e’ tra le prime ad aderire. Specializzata nella costruzione di plurimotori necessita di una localita’ dotata di un aeroporto con certe caratteristiche. Inizia una trattativa che vede il Ministero mediare tra la Savoia e varie province che ambiscono, per ovvi motivi, ad essere prescelte. La provincia di Ancona svolge un ruolo molto attivo nel proporre la citta’ di Jesi. Ed e’ proprio questa citta’ ad essere scelta personalmente da Mussolini , alla fine del 1939 , come sede di un nuovo stabilimento. |
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una veduta aerea del complesso industriale ripreso nel dopoguerra (foto tratta dal libro“Storia dell’industria jesina “ di Gilberto Gaudenti) |
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Molto e’ stato scritto sulla paternita’ dell’influenza esercitata sul Capo del Governo per orientarlo verso questa scelta ; noi riteniamo che il motivo sia dovuto essenzialmente alla condizione del locale aeroporto. I lavori di ampliamento appena terminati , una pista adatta agli aerei di produzione Savoia ma soprattutto per buona parte inutilizzato. Viene così costituita la Societa’ Marchigiana Aeroplani Savoia Marchetti che avra’ l’onere della costruzione mentre il terreno verra’ espropriato e messo a disposizione dal Comune di Jesi. La zona interessata e’ fuori del sedime aeroportuale e compresa tra la citta’ e l’aeroporto. Nel frattempo che la lunga trafila burocratica compia il suo corso la SMASM inizia la sua attivita’ lavorativa. |
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l’ultimo SM 75 bis prodotto a Jesi (tratto dal libro Dimensione Cielo n° 8 di Brotzu e Cosolo) |
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Il primo passo e’ l’assunzione di maestranze locali che vengono inviate alla casa madre ,con sede a Sesto Calende, per istruirle sulle particolari lavorazioni. Subito dopo , in attesa del nuovo stabilimento, ottiene in affitto dall’ Amministrazione Aeronautica uno degli hangar esistenti sull’aeroporto.Gia’ nel maggio del 1940 arrivano a Jesi i primi aerei che debbono essere sottoposti a revisione ; sei SM 81 e tre SM 79. Il lavoro di revisione procede per tutto il 1941 e subisce un incremento tanto che la SMASM ottiene in affitto un secondo hangar. |
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Vista laterale sinistra del primo esemplare prodotto dalla SMASM (tratto dal libro Dimensione Cielo n° 8 di Brotzu e Cosolo) |
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Nel corso del 1942 la casa madre, tra le varie commesse, ne ottiene una per 30 SM 75 bis che intende realizzare proprio a Jesi.“l’ SM 75 e’ un trimotore da trasporto utilizzato dalla compagnia civile Ala Littoria fin dal 1938. La versione bis ,caratterizzata dall’adozione di motori stellari Alfa Romeo AR 128 , e’ prodotta per le esigenze del trasporto militare.” |
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Vista superiore del primo esemplare prodotto dalla SMASM (tratto dal libro Dimensione Cielo n° 8 di Brotzu e Cosolo) |
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Verso la fine dell’anno lo stabilimento e’ in via di completamento;vengono trasferiti i reparti di revisione mentre si inizia l’istallazione delle macchine operatrici per la linea di produzione. Gli hangar finora occupati vengono pertanto restituiti ai militari. All’inizio del 1943 lo stabilimento e’ completato e mentre prosegue il lavoro di revisione inizia la produzione del lotto di SM 75 bis. I primi due esemplari vengono consegnati nel mese di aprile. La produzione prevista dei 30 aerei non viene completata a causa degli eventi dell’8 settembre ; si ritiene ne vengano consegnati solo 17 esemplari. Lo stabilimento viene occupato dalle truppe tedesche e non si hanno notizie sul suo uso. Nell’aprile del 1944 gli uffici amministrativi della SMASM chiudono con il trasferimento a Sesto Calende. Certo e’ che i tedeschi prima del loro ritiro ,nell’estate del 1944 , asportano completamente tutti i macchinari. Gli alleati ,nuovi occupanti, ne fanno un uso diverso che va da luogo di svago delle truppe a sede provvisoria di prigionieri di guerra.Nel corso del 1948 la SMASM viene posta in liquidazione ed il complesso passa di proprieta’ della Savoia Marchetti. In seguito viene venduto divenendo sede di un mangimificio. Nel 2001 i capannoni vengono demoliti per fare posto a costruzioni residenziali. Attualmente rimane solamente la vecchia palazzina adibita ad uffici. |
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Vista frontale del primo esemplare prodotto dalla SMASM (tratto dal libro Dimensione Cielo n° 8 di Brotzu e Cosolo) |
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