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Stipa Luigi
 

Luigi Stipa in una foto del 1940.
"tratta dal libro Luigi Stipa di G Evangelisti "

Nasce ad Appignano del Tronto (AP) il 30.11.1900.

Terminati gli studi liceali e con il Paese in guerra si arruola nel corpo dei bersaglieri.

La fine della guerra lo trova specialista nell'aviazione del Regio Esercito.

Smobilitato riprende gli studi e nel 1924 si laurea in ingegneria.

Alla fine del 1926 si trasferisce a Roma e trova lavoro nell'edilizia ma si sente legato all'aviazione,tanto che l'anno seguente si laurea in ingegneria aeronautica.

A questi anni risalgono i suoi primi studi per un motore a getto per la propulsione aerea.

Lascia l'edilizia perche' assunto, come impiegato civile, presso la Direzione delle Costruzioni Aeronautiche dove ha modo di esporre i suoi studi.

Nel frattempo e' incaricato come assistente alla cattedra di motori presso l'universita' di Roma cosa che gli permette di ottemperare alle esigenze familiari.

Nel 1930 ottiene il primo brevetto per uno studio su un'elica posizionata all'ingresso di una fusoliera tubolare;

 

Tre viste dello Stipa Caproni.
"tratta dal libro Luigi Stipa di G Evangelisti "

il flusso dell'aria attraversando il tubo crea un effetto di reazione che va ad aumentare la spinta propulsiva.

Il progetto viene esposto in diverse pubblicazioni inizialmente con il nome di "ala a turbina" poi cambiato in "elica intubata" per volonta' dei suoi superiori.

Subito dopo iniziano le trattative con ditte private per la realizzazione di un prototipo volante.

L'accordo e' raggiunto con la Caproni alla quale il Ministero concede un finanziamento, parte del quale va al progettista.

Il prototipo compie il suo primo volo a Milano Taliedo il 7 ottobre 1932 .

Il regime vorrebbe sfruttare a scopi propagandistici l'evento ma Stipa, adducendo che l'aereo non e' ancora a punto si oppone.

Questo rifiuto sara' fonte di molti guai al progettista.

Il prototipo e' preso in carico dalla R. Aeronautica e provato in volo a Guidonia da diversi piloti, tanto che il 29 maggio dell'anno seguente uno di questi cappotta in decollo distruggendo l'aereo.

A questo punto il Ministero non ritiene conveniente proseguire e decide di abbandonare il progetto.

Taliedo 1932 ultimi preparativi prima del volo di collaudo.
"tratta dal libro Luigi Stipa di G Evangelisti "

La delusione di Stipa e' grande ma le sue idee stanno riscuotendo successo in Francia tanto che una ditta francese acquista nel 1935 il brevetto e lo invita a trasferirsi oltr'alpe per seguire la costruzione di un bimotore.

Questo fatto crea turbamento nel Ministero tanto che poco prima del trasferimento viene invitato, verbalmente, dal Sottosegretario gen. Valle a rinunciarvi con l'impegno di sviluppare in Italia il progetto.

Questa nuova prospettiva lo porta ad accordarsi in modo diverso con i francesi ma anche a dover rinunciare a buona parte del suo compenso.

Purtroppo il Ministero non mantiene la promessa e Stipa, dopo numerose richieste scritte rimaste inevase, e' costretto ad intentare una causa contro il capo del governo Mussolini affinche' un suo ministro mantenga gli impegni.

Viene subito punito con l'immediato congedo dalla R. Aeronautica ed ostacolato, pur avendone i titoli, nella carriera di insegnante universitario.

Si trova in difficolta' economiche ma riesce a sopravvivere grazie a consulenze tecniche con ditte private.

Nonostante le avversita' prosegue con lo sviluppo del suo progetto prevedendo l'uso di una fonte di calore per aumentarne la spinta ricavabile.

Intanto, per dimostrare la sua correttezza, scrive una lettera personale a Mussolini narrando le sue vicissitudini.

Alla fine del 1937 l' Aeronautica Militare gli propone di progettare un quadrimotore in cambio del ritiro della sua azione legale.

Accetta e progetta lo Stipa 403, bombardiere quadrimotore, decisamente innovativo che verra' poi bocciato proprio per questo motivo.

In questo periodo brevetta anche un nuovo motore a reazione, che chiama pulsoreattore, e ne realizza un prototipo che non incontra interesse, almeno nel nostro paese.

 
Le famose bombe volanti V1, usate dai tedeschi nel 1942, useranno un motore molto simile a quello brevettato da Stipa.

Nel frattempo compie numerosi viaggi in Francia per seguire la costruzione del suo bimotore che alla fine del 1939 e' in buono stato di completamento.

Ma un processo di nazionalizzazione di tutta l'industria aeronautica francese fa sė che il progetto venga abbandonato.

Ancora una volta e' costretto a ricorrere ad un avvocato per avere soddisfazione.

Nel 1940 svanita anche l'ultima occasione per una carriera universitaria si ritira ad Ascoli Piceno dove apre uno studio tecnico.

Nel 1942 e' richiamato in Aeronautica per esigenze belliche e come capitano e' inviato ad insegnare materie tecniche alla scuola sottufficiali di Orvieto.

 Nel tempo lasciato libero dall'insegnamento riprende l'aggiornamento dei suoi progetti di plurimotori.

Dopo l'armistizio del 1943 si ritira con la famiglia ad Offida, nell'ascolano.

Entra nella resistenza e dirige un'organizzazione segreta che provvede al recupero di ex prigionieri alleati.

Per questa sua attivita' viene proposto per il rientro in servizio nell' aeronautica ma ancora una volta qualcuno boccia la proposta.

Solo nel 1952 e' nella nuova Aeronautica Militare e si dedica alla preparazione di pubblicazioni tecniche.

Nel 1953, ormai ufficiale superiore, e' a capo di una commissione di collaudo per armi di bordo.

La sua correttezza morale lo porta a denunciare una situazione sospetta e di nuovo viene posto in congedo.

Dopo un naturale periodo di scoramento riprende la lunga battaglia a colpi di carte bollate per avere soddisfazione dopo una vita di ingiustizie.

Un primo riconoscimento lo ottiene nel 1978 con la concessione di una medaglia d'argento al VM per l'attivita' partigiana.

Intanto il suo avvocato, il senatore De Cocci, visti inutili tutti i tentativi, prende la decisione di presentare una legge ad hoc per rendere giustizia al suo assistito.

La legge viene approvata nel 1985 e come primo provvedimento e' nominato generale, titolo onorifico, del Genio Aeronautico.

Nel 1991 gli viene concessa la medaglia d'oro al valore aeronautico.

Il 9 gennaio 1992 muore in Ascoli Piceno un grande tecnico ed un uomo di una esemplare rettitudine morale.

 
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