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ANDREOLI PASQUALE GIOVANNI
 

Stampa sul naufragio di Zambeccari, Andreoli e Grassetti nell’ottobre 1803 (Rivista Aeronautica giugno 1957)

Nasce a Roccapriora di Falconara il 22 novembre 1772.

Compie gli studi religiosi nel seminario di Ancona e nel 1794 e’ ordinato sacerdote.

Ma l’abito talare non fa al caso suo tanto che si innamora di una ragazza di Bologna.

Nel 1799 lascia la tonaca e per sfuggire alla vendetta della Curia di Ancona si trasferisce nella citta’ emiliana dedicandosi agli studi di matematica e fisica.

Qui conosce Francesco Zambeccari, un affermato aerostiere sia per le ascensioni che per il particolare aerostato che ha realizzato, ed inizia un lungo rapporto di collaborazione come compagno di volo.

La prima ascensione la compiono l’ 8 ottobre 1803 unitamente al fisico romano Gaetano Grassetti.

La partenza avviene dalla Montagnola di Bologna e raggiungono la quota di 1.500 metri quando un’improvvisa tempesta sospinge l’aerostato sul mare.

Incapaci di manovrare ed in balia del vento naufragano nel cuore della notte lontano dalle coste italiane.

Vengono raccolti da una barca di pescatori e portati a Pola da dove rientrano a Bologna alcuni giorni dopo in precarie condizioni fisiche.

L’aerostato realizzato da Andreoli battezzato La Speranza
(Lega Aerea Nazionale febbraio 1914) 

Lo Zambeccari dopo la disavventura appronta un altro aerostato e si accinge ad una nuova impresa, sempre con Andreoli come compagno.

L’ascensione inizia il 22 agosto 1804 ancora da Bologna ma stavolta dal Prato dell’ Annunziata.

Durante la salita un principio d’incendio, a bordo vi e’ una lampada ad olio per il riscaldamento dell’aria, li costringe a tentare un atterraggio appena fuori della citta’.

Solamente Andreoli riesce a saltare a terra perche’ un colpo di vento riporta in aria l’aerostato con lo Zambeccari ancora a bordo.

L’avventura si conclude con un nuovo naufragio in mare.

Dopo questa sfortunata vicenda si distacca dall’amico ed inizia una sua carriera da solista costruendo un aerostato molto simile al modello di Zambeccari.

Negli anni seguenti è alla ricerca di fondi per i suoi voli come testimoniato da manifesti indirizzati prima agli abitanti di Venezia e poi di Vicenza.

Questi tentativi sono invece coronati da successo nella citta’ di Milano dove il 18 ottobre 1807 compie un volo senza inconvenienti fino a Casalpusterlengo.

L’anno seguente, nel mese di agosto, si solleva in aria da Padova  per motivi scientifici insieme allo scienziato Carlo Brioschi.

Andreoli e Brioschi si innalzano da Prato della Valle di Padova il 22 agosto 1808 (Rivista Aeronautica giugno 1957)

Raggiungono la ragguardevole quota di 8200 metri, ma la rarefazione dell’aria produce un duplice inconveniente; cadono in uno stato di torpore mentre l’idrogeno non più contrastato dalla pressione dell’aria preme sulle pareti e lacera l’involucro.

La particolare costruzione dell’aerostato favorisce una lenta discesa permettendo di riprendere possesso delle loro facolta’ per cui riescono ad atterrare senza altri danni nella zona dei Colli Euganei.

Nel corso del 1809 costruisce a Forlì un nuovo modello di aerostato, che chiama “La Speranza”, e da alle stampe un libretto per descriverne le caratteristiche.

Con esso compie una prima ascensione a Brescia nel settembre 1810.

Altri voli potrebbero essere stati effettuati tra la Lombardia, Veneto ed Emila, ma non ci sono prove concrete in tal senso.

Continua  sempre ad essere perseguitato dalla Chiesa per cui decide di trasferirsi nello Stato Napoletano prima a Napoli e poi in Sicilia.

Ormai sposato e con prole trascorre i suoi ultimi anni insegnando in una scuola da lui fondata.

Muore a Terranova di Gela nel 1837.

 

 
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