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1928 - 1943 Ancona Zara linea civile
 
Il trimotore Cant 22 in decollo dal porto di Ancona.
“ tratta dal catalogo  In volo sull’ Adriatico “

Il decennio compreso tra il 1920 ed il 1930 vede la nascita dei primi collegamenti aerei civili nazionali.

Il Ministero dell’ Aviazione inizialmente vara uno studio per stabilire quali linee siano convenienti da attivare.

In un secondo tempo prevede di darle in esercizio a compagnie aeree a capitale privato, aiutandole con sovvenzioni in base ai km volati.

Alla metà del decennio si procede con le concessioni alle prime quattro compagnie aeree civili italiane.

 

 

Sulle linee che prevedono il sorvolo di mari, sono impiegati gli idrovolanti per ragioni di sicurezza.

Il volo di linea Ancona Zara è inaugurato il 15 dicembre 1928, quando un idrovolante del tipo Cant 22, della compagnia civile SISA, inizia un collegamento trisettimanale tra le due città.

I decolli e gli ammaraggi avvengono nelle vicinanze dei rispettivi porti navali.

In realtà non si tratta di una nuova linea bensì dello sviluppo di una già esistente: dall’ottobre 1926 la SISA collega, sempre con idrovolante, Trieste con Lussino e Zara.

Per poter raccogliere un maggior numero di passeggeri la linea viene ampliata e divisa in due settori: quello orientale, servito con trimotori Cant 22, per collegare le città di Trieste, Lussino, Zara, Ancona e quello occidentale tra Ancona, Venezia e Trieste con monomotori Cant 10.

 Il bimotore Macchi M 94 in decollo dal porto di Zara.
“ tratta dal catalogo  In volo sull’ Adriatico “

L’insieme di questi due collegamenti è pubblicizzato come “Periplo dell’Alto Adriatico”.

Dal lato tecnico, considerando le condizioni meteo invernali, le due linee rispondono bene mentre non altrettanto dal lato commerciale e dopo un anno d’ esercizio avvengono i primi aggiustamenti.

Nel novembre 1929 viene soppressa la tratta Ancona Venezia Trieste, sostituita in seguito dalla linea terrestre Venezia Ancona Brindisi operata dalla Transadriatica, mentre rimane quella orientale tra Trieste ed Ancona trasformata in giornaliera.

Questo ormai è l’assetto definitivo che andrà avanti per più di un decennio.

Nel 1932 si aggiunge uno scalo all’isola di Brioni.

Nel settembre del 1934 avviene una piccola rivoluzione negli assetti societari delle varie compagnie private; sono tutte accorpate nella compagnia di bandiera Ala Littoria a capitale pubblico.

Quindi anche i Cant 22 della SISA volano con i nuovi colori.

L’anno seguente vede la scomparsa dello scalo di Brioni, esclusivamente turistico, sostituito con quello più importante di Pola.

Nel corso del 1936 entrano in servizio gli idrovolanti Macchi MC 94 più moderni e capienti dei precedenti.

Il collegamento prosegue sempre con maggiore successo tanto che nel 1938, tra Ancona e Zara, volano 13.000 passeggeri.

L’estate successiva scoppia la Seconda Guerra Mondiale e l’Italia, pur non essendo ancora coinvolta, si vede costretta a sopprimere per ragioni di sicurezza quasi tutte le linee civili.

La Ancona Zara Pola Trieste è una delle poche a rimanere in funzione: almeno fino ai primi di giugno del 1940 quando è sospesa alla vigilia della nostra entrata in guerra.  

 Una recente veduta aerea di Zara. L’approdo avveniva nella zona compresa tra i due pontili.

Nel maggio del 1941, dopo l’invasione delle nostre truppe della Jugoslavia, le linee adriatiche sono riattivate per motivi strategici; si utilizzano gli stessi aerei civili ma con equipaggi militarizzati ed i passeggeri ora sono quasi esclusivamente militari e funzionari dello Stato.

Le rotte subiscono modifiche dettate dalle nuove esigenze: quella principale collega Ancona, Zara, Spalato e in un secondo tempo Cattaro, mentre un altro collegamento inizia da Zara con arrivo a Trieste.

Le frequenze Ancona Zara sono giornaliere poi ridotte a bisettimanali, ma la linea per la sua importanza rimane attiva per tutta la durata della guerra.

 

 

La sua interruzione definitiva avviene solo nell’estate del 1943, pochi giorni prima del collasso del regime fascista. 

 
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