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Barbicinti Danilo
 

L’equipaggio dell’ I-BOER. Barbicinti e’ il terzo da sx
“Stormi in volo sull’oceano di I. Balbo”

Poco tempo dopo la sua nascita, avvenuta a Venezia il 26.06.1902, la famiglia si trasferisce nella città di Ancona.

Qui compie il ciclo di studi, diplomandosi nel 1920 Capitano di Lungo Corso presso l’ Istituto Nautico.

Con tale titolo entra nella Regia Marina in qualità di allievo ufficiale di complemento, conseguendo nel maggio 1922 il grado di guardiamarina.

Il suo primo servizio lo compie a bordo del sommergibile Pietro Micca.

Entra a far parte della R Aeronautica nel corso del 1923, ed inviato alla scuola per idrovolanti di Portorose.

Consegue il primo brevetto su velivolo FBA, mentre quello militare su Macchi M 18 presso l’idroscalo di Napoli.

Dopo una breve assegnazione al 27° Stormo Idrovolanti è nominato, per le sue spiccate qualità, istruttore professionale di volo.

Con questo incarico è attivo presso diverse scuole idrovolanti abilitandosi su tutti i tipo di idro in dotazione alla RA.

 Velivoli Siai S 55 TA in formazione
“Stormi in volo sull’oceano di I. Balbo”

Nel 1928 e’ a Vigna di Valle per passare l’anno seguente alle dipendenze dell’ Aeronautica Alto Tirreno.

All’inizio del 1929 è mobilitato come capo equipaggio per la cosiddetta Crociera del Mediterraneo Orientale per idro.

L’idea è del ministro Italo Balbo, nel giugno 1928 è stata gia’ effettuata quella del Med. Occidentale, sia per scopi d’ esercitazione militare sia commerciali per promuovere il nuovo idrovolante Siai S 55.

La crociera si svolge, con qualche piccolo incidente, dal 5 al 19 giugno 1929 per un totale di 4600 km,  in 9 tappe sul percorso Taranto – Odessa – Orbetello e con la partecipazione di 32 S55, due S59 ed un Cant 22.

Barbicinti è capo equipaggio del velivolo 191-5.

Al termine i piloti rientrano ai reparti, mentre Balbo sta gia’ pensando alle prossime e più impegnative crociere; Atlantico del Sud e del Nord.

Per preparare gli equipaggi e le relative attrezzature per il duro impegno viene costituito presso l’idroscalo di Orbetello, con data 1 gennaio 1930, un apposito reparto che viene designato come 93° Gruppo Autonomo Bombardamento Marittimo.

Il meglio del personale della RA, con esperienza d’idrovolanti, viene fatto affluire nella localita’ toscana: Barbicinti arriva il 20 gennaio.

Per tutto il corso dell’anno piloti e specialisti sono impegnati sia nella messa a punto della nuova versione dell’ S55, la TA, sia per l’addestramento alla navigazione aerea d’alto mare.

Dopo la lunga preparazione lo Stormo Atlantico decolla dalla baia di Orbetello alle 07,45  del 17 dicembre 1930 con destinazione finale Rio de Janeiro.

La formazione e’ composta da 14 S55 TA suddivisa in quattro squadriglie e contraddistinte da diversi colori.

Barbicinti e’ secondo pilota del velivolo I-BOER della sqd bianca: gli altri membri dell’equipaggio sono il cap Luigi Boer ed i serg. Imbastari e Nensi rispettivamente marconista e motorista.

La prima tappa e’ a Cartagena dove lo Stormo giunge sgranato in due gruppi a causa del maltempo incontrato alle isole Baleari.

Nuovo decollo il giorno di Natale per raggiungere la baia di Bolama (Senegal) ultima tappa prima di affrontare la traversata oceanica.

Alcuni giorni trascorrono nell’attesa del bel tempo, condizione essenziale per affrontare il mare aperto.

Il decollo dei 14 idrovolanti, particolarmente sfortunato, prende il via nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio 1931.

Il pericolo maggiore è rappresentato dal decollo notturno con un forte carico di benzina.

I velivoli I-RECA e I-VALL si sollevano dall’acqua, ma ricadono pesantemente in mare sfasciando entrambi uno degli scafi, dove alloggiano gli specialisti, e con la morte di due di questi.

Mentre i soccorritori sono intorno ai due velivoli incidentati scorgono un incendio che si consuma in lontananza: purtroppo e’ l’ I-BOER che va ad infrangersi su di un banco roccioso a 4 km dalla costa di Bolama.

L’incendio del carburante distrugge completamente l’aereo e dell’equipaggio non verra’ più trovata traccia.

Il motivo della tragedia non sarà mai chiarito con certezza; l’unica ipotesi plausibile rimane un probabile corto circuito elettrico che ha innescato l’incendio nelle prime fasi del volo.

Nonostante i gravi incidenti, la formazione prosegue nel volo e nel corso della tratta oceanica altri due S 55 sono costretti da guasti a posarsi in mare aperto tanto che arrivano a Natal in Brasile solo in nove.

Alcune ore dopo giunge anche l’ I-VALL, che ha fatto la traversata in solitario e la formazione riunita di 10 velivoli approda l’ 11 gennaio a Rio.

A Barbicinti viene concessa la medaglia d’oro al valore aeronautico alla memoria.

 
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