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La sezione di fusoliera del bombardiere così com’e’ attualmente conservata - “foto Bonacorsi “ |
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La missione di bombardamento inizia all’alba del 27 novembre 1943 con il decollo dei B 17 F dall’aeroporto di Depiemme in Tunisia.
Appartengono al 97° Bombardment Group della 15° Air Force USAAF.
Di certo partecipano gli Squadron 340 – 342 – 414 tutti equipaggiati con B 17 F e con equipaggio di 10 aviatori: il bersaglio è lo scalo ferroviario di Rimini.
Le bombe iniziano a cadere sull’obiettivo da metà mattinata ed alle 13,00 i bombardieri invertono la rotta per rientrare alla base.
Dopo una ventina di minuti di volo sono attaccati da numerosi caccia del tipo Me 109 e coloro che ne fanno le spese sono quelli rimasti indietro rispetto al grosso della formazione.
Nel corso dello scontro sono abbattuti due B 17: il sn 4230705 va a schiantarsi nelle vicinanze di Città di Castello e solamente due aviatori sopravvivono dopo il lancio.
Il secondo è il nostro aereo: il sn 425875.
Poco prima dell’obiettivo di Rimini un motore entra in avaria ed il comandante è costretto a chiuderlo mettendo l’elica in bandiera.
Questo comporta una perdita di velocità rispetto al resto della formazione, quindi sgancia le bombe in un solo passaggio sull’obiettivo invece dei due previsti.
Durante la rotta di ritorno, con solo tre motori funzionanti, ha una velocità inferiore agli altri rimanendo indietro ed isolato ed e’ per questo motivo che attira l’interesse dei caccia.
Tre caccia lo attaccano dal retro con una pioggia di proiettili.
I colpi incassati sono devastanti tanto che il mitragliere di coda non risponde al fuoco e tre motori sono avvolti dalle fiamme.
I caccia se ne vanno e quattro paracadute si aprono nel cielo.
Immediatamente dopo il lancio l’aereo esplode in un mare di fiamme.
Dei quattro lanciati solamente tre riescono ad arrivare salvi in terra; il quarto paracadute prende fuoco colpito da un rottame incandescente.
Questo ultimo orrendo particolare è ricordato anche dal signor Zeno.
Ricordiamo i nomi dell’equipaggio:
Kloch J. – Withers J. – Brown W. (sopravvissuti ) Elmore H. primo pilota – Lignoul A. secondo pilota – Reed L. – Mcmillan J. – Lentz R. – Irwin H. – Gesso T. ( deceduti ) |