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Brivonesi Bruno
 

Bruno Brivonesi nel 1913 al momento del brevetto per idrovolanti “ tratta da Mare e cielo di Brivonesi “

Nasce in Ancona il 16.07.1886.

Dopo il diploma si arruola in marina ed entra nell’ Accademia Navale.

Ne esce con il grado di guardiamarina ed effettua il suo primo imbarco sulla corazzata Regina Margherita.

Quando la Regia Marina decide di dotarsi di dirigibili, frequenta il primo corso di pilotaggio che si svolge nel 1910 tra Roma e Vigna di Valle.

Durante le pause del corso, unitamente agli altri allievi, otto dell’ Esercito e quattro della Marina, realizza un aliante di suo disegno cimentandosi nel volo planato.

Dopo il brevetto entra a far parte dell’equipaggio del P2 per partecipare alle fasi conclusive della sua costruzione.

Alla fine dell’anno, il P2 è destinato allo scalo di Campalto (VE) e Brivonesi, come ufficiale di bordo, compie voli nel NE per poi spostarsi a Milano e partecipare alle manovre militari a Casale Monferrato.

L’anno seguente scoppia il conflitto italo turco in Libia e la Marina pianifica l’impiego di due aeronavi.

Il P2, al quale si aggiunge il P3, sono smontati ed inviati a Brindisi per essere imbarcati alla volta della Libia.

Aliante realizzato dagli ufficiali del primo corso per pilota di dirigibile. Brivonesi e’ il primo a destra “ tratta da Mare e cielo di Brivonesi “

Entrambi gonfiati a Tripoli portano a termine, il 5 marzo 1912, la prima azione di guerra al mondo con una ricognizione nella zona di Zanzur.

Nel prosieguo del conflitto,   partecipa a numerose azioni sia di ricognizione che di bombardamento, meritandosi la nomina a comandante in seconda ed una MAVM.

Rientra in patria all’inizio del 1913 e va a Venezia per il brevetto su idrovolanti perchè la RM ha in progetto di dotare le sue navi maggiori del nuovo mezzo aereo.

Con il brevetto n° 5, è assegnato all’incrociatore D. Alighieri e partecipa alle fasi di montaggio del suo Curtiss.

Al momento del volo di collaudo precipita in mare, per un difetto di centraggio, senza subire conseguenze fisiche.

Risolto l’inconveniente, l’incrociatore inizia una crociera toccando vari porti italiani.

Venezia 1912 idrovolante Curtiss
“ tratta da rivista Interconair “ 

Ad ogni sosta l’idro viene calato in mare da una gru e Brivonesi compie voli sperimentali.

Nel corso di uno di questi riesce a raggiungere una quota di circa mille metri che è al momento record mondiale per velivoli di questo tipo.

Al termine del ciclo ritorna a Venezia per fare il passaggio sul Breguet idro che e’ stato appena acquistato dalla Marina.

In previsione della nostra entrata in guerra, la Marina privilegia i dirigibili agli insicuri idrovolanti e Brivonesi, per l’esperienza finora acquisita, e’ nominato comandante in seconda del V1 “Città di Jesi”, al momento in fase di montaggio nella zona di Roma.

Rigonfiato e collaudato a Ferrara, il V1 va in volo di guerra nella sera del 23 maggio 1915 con obiettivo il bombardamento dell’arsenale di Pola.

La missione è interrotta per cattive condizioni meteo e problemi ai motori.

Dopo un mese, assume il comando del V1 e dello scalo di Ferrara.

Il 4 agosto viene tentata di nuovo l’azione notturna su Pola con un equipaggio di sei persone.

Una volta giunto sulla città è inquadrato dai proiettori e fatto segno dai cannoni antiaerei.

Riesce in qualche modo, nonostante la forte luce, a lanciare le bombe ma alcuni colpi squarciano l’involucro provocando la fuoriuscita del gas.

Il dirigibile V1 Città di Jesi
“ tratta da Fatti e retroscena di vita aeronautica di Boni Fellini “

Sfuggita al fuoco nemico, l’aeronave perde quota fino a doversi posare sul mare antistante la città.

L’equipaggio, rimasto incolume, viene raccolto da una vedetta nemica per essere poi inviato al campo di prigionia di Mathausen.

Per il suo comportamento riceve una seconda MAVM.

Verso la metà del 1917 riesce a rientrare in patria per uno scambio di prigionieri tra Italia ed Austria.

Tornato in servizio, è a Venezia per riprendere i voli con i nuovi idrovolanti Macchi L3.

Segue un breve periodo come collaudatore per la produzione aeronautica della ditta Ducrot di Palermo.

La fine delle ostilità lo coglie comandante del nuovo campo d’aviazione di Capua, che la Marina sta allestendo in previsione di un impiego dei Caproni da bombardamento.

Nel dopoguerra e’ al comando dell’ M6, prima a Ciampino e poi a Grottaglie, quindi del PV3 con il quale ha una brutta avventura a Crotone nel 1922.

Una tremenda tempesta lo sorprende in volo riuscendo a salvare l’equipaggio prima della distruzione del dirigibile.

Per questa azione è decorato con una terza MAVM.

 

Compie l’ultimo comando di un dirigibile a bordo di uno Zeppelin che in tre esemplari ci sono stati ceduti dalla Germania in conto danni di guerra.

 

Alla costituzione della Regia Aeronautica, nel marzo del 1923, decide di rimanere in Marina.

 

Fino al 1929 viene distaccato, ormai Capitano di Corvetta, presso la Società delle Nazioni svolgendo incarichi in Europa.

 

Tra il 1930 ed il 1931 e’ al comando dell’esploratore Zeno, impiegato per la preparazione della seconda crociera atlantica di Balbo.

 

L’anno seguente e’ comandante della difesa di Taranto e, per un fatto di cronaca, riceve la quarta MAVM.

 

Quindi rientra a Roma dove svolge la funzione di ufficiale di collegamento tra Marina ed Aeronautica.

 

Nei mesi seguente e’ al comando del distaccamento della RM in estremo oriente con sede a Shangai.

 

Lo scoppio della nuova guerra lo trova comandante della RM in Libia, incarico che mantiene fino al 1941 quando torna ad imbarcarsi per assumere il comando della 3a Divisione Incrociatori e partecipare con essa a scontri navali.

 

Nel settembre 1943 comanda la RM della Sardegna ed ha il compito di custodire Mussolini per alcune settimane, prima del suo invio a Campo Imperatore.

 

Nel 1946 ha termine la sua lunga carriera militare.

 

Trascorre gli ultimi anni, tra Roma e le Marche, scrivendo le memorie della sua lunga attività tra cielo e mare.

 

Muore a Roma nel 1970.

 
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