Warning: session_start() [function.session-start]: open(/var/www/vhosts/puntomedia.net/subdomains/amp/ampoliros/tmp/phpsessions//sess_8614f94952c4607d94a685a3067b483b, O_RDWR) failed: Permission denied (13) in /var/www/vhosts/puntomedia.net/subdomains/amp/ampoliros/etc/ampconfig.php on line 316

Warning: session_start() [function.session-start]: Cannot send session cache limiter - headers already sent (output started at /var/www/vhosts/puntomedia.net/subdomains/amp/ampoliros/etc/ampconfig.php:316) in /var/www/vhosts/puntomedia.net/subdomains/amp/ampoliros/etc/ampconfig.php on line 316
acam associazione di cultura areonautica delle Marche
 

 

 

sito progettato da
gestito e aggiornato con
gestione-contenuti di Solarix.it

 


Capparucci Luigi
 

Capparucci Luigi in divisa da maresciallo pilota

Nasce in Argentina il 13.06.1895 da una famiglia originaria di Montecassiano.

Rientra in patria per assolvere agli obblighi di leva ed all’inizio del 1915 e’ soldato nel 17° Fanteria.

Con lo scoppio della guerra segue il suo reparto al fronte, affrontando le fatiche ed i pericoli della trincea meritandosi sul campo i gradi di caporale.

Nel 1917, su sua domanda, entra a far parte del Battaglione Aviatori con l’intento di diventare pilota.

Fino all’estate frequenta la scuola di volo di Foggia dove a luglio si brevetta pilota militare.

Passa quindi alla scuola della Malpensa, a Busto Arsizio per il passaggio sui velivoli da caccia.

Nel febbraio del 1918 e’ assegnato, con il grado di sergente, alla 78a Sqd caccia che al momento è a protezione del settore tenuto dalla 4a Armata.

In breve tempo dimostra la sua spiccata attitudine al pilotaggio impadronendosi del velivolo in dotazione al reparto: un Hanriot HD1 di concezione francese ma prodotto su licenza dalla Macchi.

Velivoli Hanriot HD 1 della 78 Sqd al febbraio 1918                       "tratta da I reparti dell’ aviazione italiana di Gentilli, Variale"

Dalla primavera affronta i primi combattimenti aerei decollando dai campi di Istrana e Nove di Bassano per poi spostarsi nella zona di Maserada a disposizione questa volta dell’ 8a Armata.

Con l’offensiva austriaca del giugno, l’attività di volo diventa intensa operando nella zona del Monte Grappa dove ottiene le sue prime due vittorie aeree in collaborazione con il collega Amedeo Mecozzi.

Per tutta la durata dell’offensiva nemica, la sqd e’ costantemente in volo per contrastare i caccia nemici per poi passare, una volta attenuatasi la spinta, ad effettuare mitragliamenti al suolo contro le truppe nemiche in ritirata.

Segue un periodo di relativa calma per la diminuita presenza di aerei nemici in volo.

Ad ottobre, nel corso della nostra offensiva finale, e’ protagonista di un singolare episodio.

Il giorno 27 ottobre il suo velivolo viene colpito costringendolo a prendere terra, senza danni personali, in territorio controllato dal nemico.

Foto di gruppo della 78 Sqd. Capparucci e’ il secondo da sinistra  

“Tratta da Gli assi dell’aviazione italiana nella Grande Guerra di Gentilli, Iozzi e Variale”

Un suo collega di reparto, Codeghini, gli atterra al fianco facendolo salire a cavalcioni del suo HD1 per riportarlo sano e salvo alla loro base.

Nel corso della guerra sostiene 16 combattimenti aerei con il riconoscimento ufficiale di 3 vittorie e la concessione di una MAVM.

Nel dopoguerra rimane con la sqd, che non viene sciolta, continuando a volare con gli HD1.

Rimane ancora poco tempo con la 78a Sqd fino a che, nominato istruttore di volo, e’ trasferito sul campo di Bologna.

Nel settembre 1920 si svolgono a Loreto grandi manifestazioni aviatorie, in onore della proclamazione della Madonna di Loreto protettrice di tutti gli aviatori.

Sul vicino campo dell’ Aspio convengono aeroplani provenienti da vari aeroporti italiani e Capparucci e’ a bordo di uno dei due HD1 distaccati dal campo di Bologna.

Negli anni seguenti prosegue con la sua attività d’istruttore sugli aeroporti di Venaria, Ghedi ed infine Malpensa per poi tornare nel 1925 alla sua 78° Sqd caccia che ora, dopo la nascita della Regia Aeronautica, fa parte del 1° Stormo con base a Venaria Reale.

Trascorsi gli anni giovanili, fondamentali per un "cacciatore", passa ad una specialita’ di volo più tranquilla presso il 21° Stm da Osservazione Aerea dotato di Ansaldo A 300.

Viene assegnato alla 25a Sqd, dislocata sull’aeroporto di Loreto, che con la 115a di Poggio Renatico forma il 67° Gruppo.

Per circa un decennio rimane in carico alla Sqd svolgendo con essa i compiti assegnati ad un reparto da OA in tempo di pace: addestramento al volo dei piloti, cooperazione durante le manovre del Regio Esercito, ricognizione sul territorio circostante.

Come unico reparto aereo basato nelle Marche, la Sqd e quindi anche Capparucci, e’ presente in tutte le manifestazioni o ricorrenze aeronautiche della Regione.

Nel luglio 1938 la Sqd , con la nuova dotazione di Romeo Ro 1, viene trasferita nel vicino aeroporto di Jesi da poco ripristinato.

Dopo pochi mesi viene distaccato su quello di Falconara che e’ sede di una scuola di volo della RUNA, l’allora Aeroclub, ed una di primo periodo della Regia Aeronautica.

Qui svolge sempre attività d’istruttore sia per la scuola civile che per quella militare.

All’inizio del 1940, nominato ufficiale, e’ trasferito sull’aeroporto di Perugia dove continua la sua preziosa opera di formazione di nuovi piloti.

La sua carriera di pilota militare termina con l’armistizio del 1943.

La morte lo coglie in Ancona nel 1980.

 
INDIETRO