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CINGOLI - Covo dei Pirati
 

Il DC6 appena arrivato a Cingoli ancora con la livrea del 31° Stormo  “foto Lucci”

Dietro un nome così minaccioso si nasconde semplicemente una balera all’aperto, ricavata nell’aia di una casa rurale nella frazione Mummuiola di Cingoli.

 

Il proprietario, noto appassionato di mezzi meccanici, ad un certo punto decide di cambiare “look” alla sua balera per distinguerla dalle altre: far danzare i suoi ospiti all’ombra di un aereo e’ senza dubbio una curiosa novità per quella zona montana.

 

Attraverso un passa parola riesce a trovare in un vecchio quadrimotore civile ad elica Douglas DC 6 B, ciò che può fare al suo caso.

 

 

 

Completato negli stabilimenti americani della Douglas il 30 ottobre 1953 con il n° di costruzione 44251.

Nel mese di novembre entra nella flotta Alitalia che lo impiega nelle rotte con il Sud America con una capienza di 50 60 passeggeri.

Nel 1961 passa alla compagnia SAM, sussidiaria dell’ Alitalia e specializzata in voli charter.

Nel 1970 è rilevato dall’ Aeronautica Militare Italiana per il suo Reparto Volo dello Stato Maggiore assumendo i codici SM 5 e MM 69965.

Con i nuovi colori trasporta varie personalità per compiti istituzionali in tutto il mondo.

Con la trasformazione del RVSM in 31° Stormo, cambia il codice in 31 5. Radiato nel 1978 è abbandonato sull’aeroporto romano di Ciampino

Ridipinto per l’esposizione “foto Lucci “

Nel maggio 1987 è perfezionato l’acquisto e dopo lo smontaggio viene trasportato via terra fino al Covo dei Pirati.

E’ praticamente completo fatta eccezione per i quattro motori e le relative eliche.

Dopo un lungo lavoro e’ rimontato e posizionato ai lati della pista da ballo: una comoda scala permette l’ingresso in fusoliera mentre per l’uscita, volendo, si può usare uno scivolo dal portello anteriore.

In questa fase, causa proprio la mancanza dei motori, viene commesso un errore “dimenticando” di montare una sezione di circa un metro alle quattro gondole.

L’aspetto esteriore risulta così un po’ goffo ma va bene lo stesso perche’ coloro che debbono bearsi della sua vista non sono certamente degli esperti di aviazione.

Per la colorazione si opta per una livrea bianca di fantasia e come matricola civile si sceglie un ammiccante I-LOVE già appartenuta ad un altro DC 6 italiano.

L’aspetto imponente e la sua particolare collocazione in collina, destano una notevole curiosità tra gli amanti del ballo e per alcuni anni svolge egregiamente il compito per il quale e’ stato acquistato.

Il Fiat G 91 T codici 60-69  “foto Lucci”

Per ampliare il tema vengono scovati due elicotteri radiati dalla Guardia di Finanza.

 

Sono un Agusta AB 47 G2 ( ex GdF 10 e MM 80166 ) ed un AB 47 J3 ( ex GdF 33 e MM 80304 ) nella loro colorazione originale gialla.

 

Non sono in buone condizioni di conservazione ma, sopratutto sono privi della caratteristica bolla in plexiglass della cabina di pilotaggio.

 

Per l’impegno economico troppo gravoso si rinuncia alla loro esposizione e successivamente rivenduti.

 

 

 

 

Con il trascorrere degli anni gli agenti atmosferici intaccano la vernice del grande aereo ed il suo mantenimento diventa sempre più gravoso.

 

Nel corso del 1998 l’aereo viene ceduto e prende la via della provincia di Rovigo per proseguire nella sua funzione di richiamo, stavolta per un ristorante.

 

Rimane l’esigenza di reperire un aereo più piccolo che possa continuare a contraddistinguere il Covo dei Pirati.

 

L’occasione capita dopo poco tempo con l’arrivo di due piccoli caccia a reazione già radiati dalla nostra aviazione militare: sono i Fiat G 91 T ex 60-94 MM 54394 ed ex 60-69 MM 6369.

 

 
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