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1911-12 PRIMI VOLI NELLE MARCHE |
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Il pioniere Giulio Brilli Cattarini ripreso a bordo del suo Deperdussin. (tratta dalla pubblicazione "Senigallia Senafil 2003").
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L’artefice dei primi voli a motore nella regione, è Il conte osimano Muzio Gallo, grande cultore di automobilismo e di aviazione. All’inizio del 1911 chiede in concessione l’uso di un settore della Piazza d’Armi di Senigallia per "esperimenti d’aviazione". La richiesta viene presentata al Ministro della Guerra Spingardi, il quale accetta di buon grado con la clausola di essere tenuto al corrente circa i risultati di tali esperimenti.
Ottenuta la concessione, il conte Gallo inizia subito la costruzione di un hangar in legno.
Contemporaneamente dà il via ai lavori per la costruzione di un aeroplano di suo progetto presso le officine anconetane degli ingegneri Tarelli e Salvatori e si iscrive alla scuola di pilotaggio Chiribiri.
Antonio Chiribiri, ex costruttore di automobili, aveva fondato a Torino nel 1910 una fabbrica di aerei e motori con annessa scuola di pilotaggio. |
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Marzo 1912 Brilli Cattarini decolla dalla piazza d’armi di Senigallia. (tratta dalla pubblicazione "Senigallia Senafil 2003")
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Conseguito il brevetto, il conte Gallo ritorna nelle Marche dopo aver acquistato dalla stessa ditta un motore da montare sul suo aereo che chiama "Gabbiano ". Il motore, della potenza di circa 40 cv, è all’avanguardia per le soluzioni tecniche adottate: raffreddamento a liquido e basamento in lega.Verso la fine del 1911, nell’hangar ultimato, viene ricoverata la cellula ormai completata del Gabbiano e su questa viene montato il motore in attesa di essere provato in volo.
Intanto è iniziata la costruzione di un altro aeroplano ad opera del senigalliese Fernando Pesaresi .Questo personaggio, del quale sono arrivate a noi solo poche testimonianze, sta sviluppando un suo originale progetto di aereo. L’aeroplano avrà delle caratteristiche tecniche ed aerodinamiche del tutto particolari, come lascia intuire la sua denominazione: "Irrovesciabile". Una volta allestito, è destinato anch’esso ad essere ricoverato nell’hangar di Piazza d’Armi .
All’inizio del 1912 compare un altro aviatore di nome Giulio Brilli da Pergola (PU). Brevettatosi nell’estate dell’anno precedente decide di seguire una strada più breve per poter volare. Infatti si reca in Francia, che all’epoca è considerata a ragione la culla della nascente aviazione, per acquistare un aeroplano presso una delle numerose aziende attive. Sceglie un monoplano costruito dalla ditta Deperdussin (il cui profilo compare nello stemma della nostra associazione) dotato di un motore rotativo da 70 cv. |
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Smontato in un cassone lo trasporta fino all’hangar di Senigallia ed inizia il montaggio con l’aiuto di un tecnico specializzato. La soluzione scelta dal Brilli si rivela la più pratica e più veloce tanto che il 27 marzo 1912 avviene il primo volo. Il Deperdussin stacca le ruote da terra intorno alle 5 del pomeriggio di una bella giornata di sole.Una volta livellato, compie quattro giri sulla piazza per spingersi poi fin quasi sopra la città e dopo 8 minuti di volo compie un perfetto atterraggio. Subito dopo, il pubblico presente in preda all’entusiasmo, porta in trionfo colui che sarà ricordato come il primo marchigiano a volare in terra marchigiana.
Dopo questa memorabile impresa, l’entusiasmo della popolazione porta alla costituzione di un comitato per raccogliere fondi per una medaglia d’oro da donare al Brilli.Viene inoltre lanciata la proposta di istituire a Senigallia una scuola di pilotaggio.Scemata l’euforia del momento, di entrambe le iniziative non si avranno più notizie. Brilli continua con le sue imprese di volo con una certa regolarità e ogni volta che decide di volare, per avvisare i cittadini, espone una bandiera un’ora prima del decollo. Nel frattempo i due aeroplani, l’ "Irrovesciabile" e il "Gabbiano " sono ancora in fase di completamento.
Presa conoscenza delle caratteristiche di volo del Deperdussin ed acquisita una certa perizia nel pilotaggio, Brilli inizia a portare in volo anche dei passeggeri dato che il monoplano è biposto. Così facendo i voli continuano anche nei mesi seguenti fino ad arrivare al mese di luglio. Il giorno 11 decolla verso le 18 portando a bordo il conte Filippo Mattei. Subito dopo un brusco colpo di vento innalza l'aereo di 10 metri portandolo in stallo con conseguente violento impatto con il suolo.Gli occupanti fortunosamente rimangono illesi mentre il velivolo riporta gravi danni.Il Deperdussin viene ricoverato nell’hangar in attesa delle necessarie riparazione.
Purtroppo questa splendida pagina di storia del volo della nostra regione ha termine nella notte del 24 ottobre 1912 quando un incendio, scoppiato per cause ignote, distrugge completamente l'hangar ed i tre aeroplani in esso ricoverati. Il danno è ingente e Brilli, Gallo e Pesaresi sono costretti, loro malgrado, a rinunciare temporaneamente alle loro imprese. Non conosciamo il destino di Pesaresi mentre Gallo e Brilli continueranno ad occuparsi di aviazione al di fuori dell’ambito regionale.
Infine, una nota curiosa: dopo alcuni decenni il motore rotativo del Deperdussin viene recuperato presso un demolitore locale dal figlio del Brilli e donato al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. |
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