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Ingresso del Centro Studi di Guidonia |
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Proprio questa nuova e rivoluzionaria galleria darà risonanza mondiale sia a Guidonia che al Ferri.
Adatta per esperienze fino ad una velocità bisonica, gli permette di dimostrare l’inesattezza dei risultati finora ottenuti nel campo del cosidetto “muro del suono “.
Di grande importanza sono gli studi che compie sulla formazione di onde d’urto sulle ali tanto da dare una spiegazione a pericolosi fenomeni occorsi, e finora sconosciuti, a molti ignari piloti.
Nonostante l’impegno nell’aerodinamica supersonica, nel corso della sua permanenza a Guidonia, ha modo di partecipare con altri ricercatori e colleghi ai più fantasiosi progetti.
Ricordiamo quello per due bombe di aereo incatenate; una volta sganciata la prima un cavo ad essa collegato determina il lancio della seconda in modo da arrivare entrambe sullo stesso obiettivo.
Insieme al magg. Broglio ed al col. Cremona, Ferri cura la parte aerodinamica, progettano un aliante munito di siluro da sganciare da un bombardiere.
Infine lo studio per un caccia del tipo Re 2005 a propulsione mista; oltre al normale motore a pistoni, prevedono un propulsore a reazione da far funzionare nel momento in cui c’è bisogno di un incremento di potenza.
Nel corso della guerra è spesso in Germania per visite e scambi di opinioni con gli scienziati tedeschi e l’armistizio lo coglie proprio in questo paese.
Rientra precipitosamente a Guidonia riuscendo a nascondere e mettere in salvo proprio le apparecchiature più delicate della sua galleria.
Dopodichè si rifugia presso la sua famiglia a Fiastra. |