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ASPIO aeroporto
 

Con la nostra entrata in guerra ci si rende subito conto della superiorita’ dell’aviazione austriaca. In particolare la citta’ di Ancona subisce numerose incursioni da parte di idrovolanti nemici. Il programma di armamento , avviato nel frattempo dal Ministero , procede a rilento per cui si cerca di correre ai ripari con il disponibile.

All’inizio del 1916 viene approntato il cosiddetto aeroporto dell’Aspio , situato nella piana antistante la stazione ferroviaria di Osimo. Viene costituita la Sezione Farman Difesa di Ancona , in seguito nota come 102^ squadriglia , con una dotazione di quattro biposto Farman del tipo MF 14. Questi velivoli risultano inadatti al compito affidatogli perche’, difettando in velocita’ , arrivano su Ancona quasi sempre ad attacco avvenuto. Solamente nei mesi di aprile e settembre riescono ad intercettare i velivoli austriaci incursori , ingaggiando combattimento.

Con il nuovo anno i vetusti Farman vengono sostituiti con SIA SP2 ed SP3 di costruzione nazionale. Non ci sono combattimenti nel corso del 1917 ed il compito svolto e’ essenzialmente quello della ricognizione. Nel corso dell’ultimo anno di guerra , con l’industria che ha raggiunto un elevato ritmo produttivo , arriva all’Aspio l’ultimo modello prodotto dall’ Ansaldo : lo SVA 3.

Intanto la funzione dell’aeroporto e’ venuta meno in quanto e’ stato allestito un idroscalo nel porto di Ancona con dotazione di idrocaccia.

Immediatamente dopo la fine della guerra inizia la smobilitazione della 102 ^ squadriglia che viene completata nel febbraio del 1919. L’aeroporto invece rimane in efficienza in quanto sono in definizione le nuove rotte civili ed inizialmente e’ previsto come scalo terrestre per Ancona. In pratica il suo utilizzo avviene solamente negli anni 1920,’21 e ’22 come base per gli aeroplani che partecipano alle giornate aviatorie indette per la proclamazione della Madonna di Loreto a protettrice degli aviatori.

Nel settembre 1921 l'aeroporto e' intitolato a Basilio Scaffidi; osservatore dall'aeroplano della Grande Guerra perito in incidente di volo nel 1920.

Nel frattempo sorge il nuovo e vicino aeroporto di Loreto , venendo così meno l’ipotesi di un suo uso per le linee civili. Viene quindi definitivamente chiuso ed i terreni restituiti all’agricoltura.

 

 

 

 
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