|
A cavallo degli anni venti e trenta , la citta’ di Ancona ha la necessità di un campo di volo da destinare ai collegamenti civili con aerei terrestri. Il Ministero dell’Aeronautica , d’accordo l’Amministrazione Provinciale , sceglie la localita’ Fiumesino di Falconara allora territorio del Comune di Ancona.
Sorge inizialmente come campo di fortuna di Ancona , solo in seguito diverra’ aeroporto , e come tale viene inaugurato il 30 ottobre 1932.
L’attivita’ di volo inizia l’anno seguente con il trasferimento della Squadriglia da Turismo Aereo , struttura antesignana degli Aeroclub , finora basata a Loreto.
Dal settembre iniziano i corsi di volo a vela per allievi civili mediante un aliante messo a disposizione dal Ministero.
Nel 1934 e’ inserito nell’elenco degli aeroporti doganali , cioè aperti al traffico civile , e si avvia la costruzione di un hangar e di una aerostazione necessari per uno scalo civile.
Nel giugno 1935 si inaugura il collegamento aereo terrestre con Roma , operato dalla compagnia Ala Littoria , che proseguirà fino al 1940.
A settembre inizia l’attivita’ di volo dell’Aeroclub di Ancona per il rilascio dei brevetti civili.
Nel luglio dell’anno seguente viene istituita una scuola militare di pilotaggio di primo periodo ed il personale , per mancanza di strutture sul campo , alloggia in locali a Falconara.
Per l’aumentata attivita’ di volo , prende il via un programma di lavori sia per realizzare le strutture ricettive per il personale sia per l’ampliamento del campo stesso.
Nel luglio 1939 e' intitolato a Danilo Barbicanti pilota di Ancona perito a Bolama nel corso della Crociera Atlantica del Sud del 1931.
Nel marzo del 1940 viene attivata una nuova linea aerea Milano-Bologna-Falconara-Bari-Tirana per le esigenze dell’Albania.
Con la nostra entrata in guerra le due linee aeree vengono sospese e l’aeroporto diventa militare a tutti gli effetti.
Fino al settembre del 1943 e’ interessato quasi esclusivamente dall’attivita’ della scuola di volo.
Dopo l’armistizio passa sotto controllo tedesco fino al luglio 1944 quando e’ occupato dall’aviazione alleata.
Il sedime aeroportuale viene notevolmente ampliato ed e’ interessato da una intensa attivita’ bellica soprattutto da parte della RAF inglese.
Viene derequisito nell’aprile del 1946 ritornando alle dimensioni del 1943.
Nei primi anni del dopoguerra il Ministero decide di riattivare solamente la pista per un uso civile.
Un primo tentativo di riprendere i collegamenti aerei viene fatto dalla compagnia Transadriatica con la tratta Venezia-Ancona-Brindisi-Catania , ma i tempi non sono maturi e ben presto i collegamenti vengono sospesi.
Nel corso del 1949 riprendono i voli del rinato Aeroclub di Ancona.
Nella seconda meta’ degli anni cinquanta si prevede di ripristinare l’aeroporto per trasformarlo in una base NATO con l’impiego di aerei a getto : per questo motivo la pista e’ sottoposta a grandi lavori per portarla allo standard necessario.
Decaduto questo progetto per Falconara rimane lo status di aeroporto militare aperto al traffico civile : ciò sara’ di grande ostacolo per la riapertura dei voli commerciali.
Questi riprendono solamente nel 1962 con le linee Roma-Ancona e Milano-Ancona operate dall’Itavia.
Attualmente sono attivi molti collegamenti aerei ma l’aeroporto rimane sempre militare anche se in procinto di essere dimesso e ceduto alla societa’ Aerdorica , appositamente costituita per la sua gestione.
|