|
Nasce alla vigilia della Prima Guerra Mondiale come aeroscalo per dirigibili. Rientra nel programma avviato dal Ministero della Guerra , per approntare basi aeree per la difesa del litorale adriatico.
L’ aeroscalo di Jesi è già pronto nel marzo del 1914 quando vi fa scalo il primo dirigibile in transito nei cieli della Regione ; si tratta del P 5 impegnato nel raid Verona Roma. Invece la prima aeronave destinata alla base è l’ M 3 che vi giunge nell’agosto seguente. La struttura inizialmente dipende dal Regio Esercito mentre in seguito passa sotto il controllo della Regia Marina. Dopo l’ M 3 altri dodici dirigibili vengono basati a Jesi durante il periodo bellico per periodi più o meno lunghi ; il loro compito principale è la ricognizione sul mare per l’ avvistamento della flotta avversaria. Tra le azioni particolari ve ne sono alcune di bombardamento della costa nemica. Nei quattro anni di guerra lo scalo subisce notevoli danni in tre distinte incursioni da parte di velivoli nemici. Terminato il conflitto perde di importanza e viene completamente smobilitato dall’ottobre 1919.
Trascorrono anni di completo abbandono e solamente nel 1935 viene riattivato per trasformarlo in aeroporto.
Nell'aprile 1938 e' intitolato a Carlo Simeoni , pilota anconetano perito in Etiopia nel 1936.
I piani della Regia Aeronautica prevedono la dislocazione di una squadriglia da ricognizione ed uno stormo da bombardamento. Una squadriglia da ricognizione sara’ sempre presente fino al 1943 mentre per i bombardieri la presenza è limitata ad un solo gruppo fino alla fine del 1940. In compenso viene istituita una scuola di pilotaggio di secondo periodo , specialita’ bombardamento terrestre. L’unico caso di impiego bellico dell’aeroporto avviene nell’aprile del 1941 quando arriva una squadriglia di Junkers Ju 87 "Stuka" per prendere parte alle operazioni di invasione della Jugoslavia. All’inizio del 1943 e’ attivo anche come base di appoggio per gli aerei tedeschi in transito verso il sud Italia.
Subito dopo l’armistizio e’ occupato dall’aviazione tedesca che vi basa un reparto da ricognizione. Nel luglio dell’anno seguente , abbandonato dai tedeschi , e’ requisito dall’aviazione inglese che lo impiega intensamente fino alla fine della guerra.
Nel 1947 viene restituito alle autorita’ militari italiane che ripristinano solamente la pista di volo. Sporadicamente usato per i voli militari rimane aperto sopratutto grazie ai voli dell’Aeroclub di Ancona. Viene progressivamente abbandonato dopo la decisione , delle autorita’ militari , di privilegiare il vicino aeroporto di Falconara. Nel 1963 inizia un complesso iter per cui il sedime aeroportuale viene trasformato in una zona industriale.
|