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La genesi di questo aeroporto e’ decisamente particolare. La sua nascita e’ dovuta ad un comitato di personaggi lauretani che concepisce l’idea , reperisce i terreni e ne affida poi la gestione all’autorita’ militare.
Il campo di volo di Loreto , che poi diverra’ aeroporto , sorge nel 1922 nella piana sottostante la citta’ su terreni di propieta’ della Santa Casa di Loreto. Nel 1920 la Madonna di Loreto viene eletta con bolla papale , a protettrice di tutti gli aviatori. Per l’evento vengono organizzate grandi manifestazioni aeree per tre anni consecutivi con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla costruzione di un istituto per orfani di aviatori.
Gli aerei partecipanti utilizzano il vicino aeroporto dell’ Aspio ed il comitato organizzatore propone alla Regia Aeronautica , da poco costituita , di crearne uno più vicino alla citta’. In compenso si reperiscono i terreni necessari che vengono messi a disposizione dei militari per trenta anni. La proposta viene accettata soprattutto perche’ l’Aspio ormai non è più adatto , come dimensione e superficie , agli aerei dell’epoca.
Nel 1923 inizia la costruzione di fabbricati per accogliere il personale ed i mezzi di un reparto di volo e nel corso dell’anno seguente avviene il trasferimento a Loreto della 25^ squadriglia da Osservazione Aerea , dotata di biposto Ansaldo A 300.
E’ l’unico reparto di volo della Regia Aeronautica dislocato nella Regione e rimara’ basato sull’aeroporto fino alla fine degli anni trenta.
Con la nuova sistemazione viene intitolato dal febbraio 1924 a Luigi Olivi , asso della caccia della Grande Guerra perito in incidente di volo nel 1917.
Dal 1929 fino al 1931 Loreto funge anche da scalo intermedio della linea aerea Venezia-Brindisi operata dalla compagnia Transadriatica , fondata e gestita dai fratelli Morandi di Ancona. Nel 1930 il campo e’ scelto come tappa per i velivoli del 1° Giro Aereo d’Italia , competizione aerea civile.
Nell’anno successivo viene costituita sul campo una Squadriglia da Turismo Aereo. Sono reparti di volo creati dal Ministero , inizialmente per allenare al volo i piloti militari in congedo , poi anche per brevetti civili.
Trascorrono alcuni anni senza avvenimenti particolari fino al luglio del 1938 quando la 25^ squadriglia e’ trasferita sull’aeroporto di Jesi. La guerra e’ alle porte e le autorita’ militari , per rispetto alla sacralita’ del luogo , preferiscono abbandonare l’aeroporto cedendolo in affitto alla ditta di costruzioni aeronautiche dei fratelli Nardi , originari dell’ascolano. All’inizio del 1941 viene ampliato il campo di volo perche’ le sue ridotte dimensioni non sono più sufficienti ai moderni aeroplani.
La ditta Nardi trasferisce a Loreto una parte dei macchinari dalla sua sede di Milano , ed inizia la produzione di parti di ricambio per aerei di propria progettazione. Le costruzioni presenti sull’aeroporto non permettono la creazione di catene di montaggio per cui la lavorazione più importante consiste nella revisione di aerei della Regia Aeronautica.
Dopo gli eventi relativi all’8 settembre 1943 l’aeroporto e’ occupato dall’aviazione tedesca. Nel corso del 1944 viene pesantemente bombardato dall’aviazione alleata. Dopo il ritiro delle truppe tedesche è occupato dalla RAF inglese che vi stanzia alcuni squadron da caccia. Al termine della guerra i terreni vengono restituiti alla proprieta’ della Santa Casa di Loreto ritornando all’uso agricolo.
Nel dopoguerra vi e’ un tentativo,da parte di un comitato laureano , di ricostituirlo come aeroporto esclusivamente civile ma l’iniziativa e’ avversata dalle autorita’ religiose.
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