|
sito progettato da
|
| |
|
|
| |
gestito e aggiornato con
|
| |
|
|
| |
|
|
LORETO Air Park |
| |
 |
|
Il Caravelle ex I- GISE “ foto Lucci” |
|
|
Questo è il nome scelto per un ristorante costruito all’ombra di vecchi aerei.
Il nome di Loreto compare solo per la vicinanza con la città perchè in realtà e’ situato all’ingresso della cittadina di Porto Recanati.
Nel 1985 con il fallimento della compagnia charter bolognese Altair, un suo aereo, il Caravelle III I-GISE, rimane bloccato sull’aeroporto di Falconara.
La sua presenza stuzzica la fantasia di tre ragazzi che progettano di usarlo come ristorante.
Formalizzato l’acquisto dal curatore fallimentare e sistemate le tasse aeroportuali arretrate, non resta che smontarlo e trasferirlo.
Il primo problema da risolvere è rappresentato dal travaso dei 3.000 litri di carburante ancora presenti nei serbatoi.
Lo smontaggio delle ali risulta insormontabile per i mezzi disponibili, per cui si ripiega sul loro taglio all’altezza del carrello.
Per diminuire il peso e l’ingombro del trasporto, vengono smontati il timone ed i piani di coda e svuotato l’interno dai sedili.
I due motori, non necessari per il nuovo uso, sono ceduti ad una compagnia africana che opera altri Caravelle dando un po’ di sollievo agli ingenti impegni economici.
Finalmente nel gennaio del 1988, la lunga fusoliera è caricata a bordo di un carico eccezionale. |
|
Il viaggio di trasferimento, 40 km da Falconara a Porto Recanati, occupa un’intera giornata suscitando un grande interesse tra gli organi d’informazione locali.
La notizia si diffonde rapidamente tanto che il convoglio al suo arrivo trova decine di curiosi ad attenderlo.
Nel giro di qualche mese viene rimontato, posizionato su una piattaforma di cemento e l’interno allestito con 64 posti a sedere con relativi tavolini.
Una costruzione in muratura funge da ristorante tradizionale e vicino la cassa, sotto un vistoso cartello “imbarco”, si trova la scaletta posteriore del Caravelle grazie alla quale si accede al suo interno.
Gli impianti originali d’aerazione e riscaldamento rimangono funzionanti ad uso dei clienti che, volendo, possono ammirare la cabina di pilotaggio completa di ogni strumento.
Terminati i lavori, l’attività di ristorazione prende il via dal mese di giugno ottenendo subito un buon successo, favorito anche dalla presenza dei tanti turisti estivi. |
 |
|
Il Douglas C 47 ex I-COFR “foto Lucci” |
|
|
Nel giro di due mesi l’ Air Park si arricchisce di un nuovo aereo; arriva il piccolo Partenavia P 64 I-ADRI, appartenuto all’ Aeroclub di Rimini e non più in condizioni di volo.
L’assoluta originalità dell’attività, almeno per la regione, richiama un numero sempre crescente di clienti o di semplici visitatori, l’entrata è libera, tanto che i tre soci si mettono alla caccia di nuovi aerei.
Inizia anche una forma di collaborazione con le autorità comunali di Loreto che, come sappiamo ha storici legami con le tradizioni aeronautiche.
Nell’estate dell’anno seguente si acquisiscono due nuovi aerei partecipando ad un’asta dell’Aeronautica Militare.
Arrivano due storici North American “Texan”: un T6 D del 1941, ex MM 53145, dipinto con una livrea tipo US Navy ed un T 6G, ex MM 54101, che rimane nella colorazione arancio tipica dalle nostre scuole di volo militari.
Continua il successo commerciale dell’esercizio e continua la ricerca di nuovi aerei.
Nel settembre 1989 arriva all’Air Park un Lockheed T 33 A direttamente da Napoli Capodichino, ceduto dagli americani della locale base dell’Air Force.
La cessione è a titolo gratuito con la sola condizione di dipingerlo con colori statunitensi. |
|
L’anno 1990 vede la collezione aumentare di altri due pezzi, uno dei quali veramente superlativo.
Ad aprile arriva l’elicottero AB 47 J3 ex I-VFEI proveniente dal nucleo dei Vigili del Fuoco di Pescara, mentre a dicembre è la volta del Douglas C 47 A ex I-COFR che merita un breve cenno sulla sua vita operativa.
E’ operativo con l’ USAF fino alla metà degli anni cinquanta per poi passare in servizio civile con una società del famoso attore Clark Gable.
Per più di dieci anni scorazza per l’ America moltissimi attori dopodichè cambia proprietà.
Nel corso del 1984 arriva in Italia per essere impiegato da una ditta di trasporto merci.
Per il fallimento della società rimane fermo a Venezia Tessera alcuni anni finchè viene notato dai nostri amici dell’ Air Park.
Si procede quindi con le operazioni di smontaggio, facilitate dall’esperienza precedente e con il solito trasporto eccezionale, inizia il trasferimento alla volta delle Marche.
L’ultimo aereo della collezione arriva nel febbraio del 1991. |
 |
|
Il Tupolev Tu 134 ex OK- CFE “foto Lucci”
|
|
|
E’ un Tupolev Tu 134 A, matricola OK-CFE della compagnia di bandiera cecoslovacca CSA, che va direttamente in volo allo scalo di Falconara.
Anche in questo caso l’aereo è smontato e trasferito via terra a Porto Recanati.
Con il trascorrere degli anni, il lavoro di manutenzione alla verniciatura dei tanti velivoli diventa sempre più gravoso a causa degli agenti atmosferici.
Ma sopraggiungono anche le prime difficoltà ed i soci dell’ Air Park decidono, nel corso del 1999, di sospendere la loro attività e di mettere in vendita gli aerei.
Il Museo dell’ Aviazione di Rimini acquista il C 47 ed il Texan MM 53145, il Tu 134 va a Villamarzana di Rovigo ed il T 33 a Vermicino di Roma entrambi come richiamo per ristoranti.
Il Texan MM 54101 invece trova la migliore delle sistemazioni: rilevato da privati è restaurato in condizioni di volo ed immatricolato I-SSEP.
|
| |
| |
| INDIETRO |
| |
|