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Matricardi Attilio
 

Capitano di fanteria e comandante della 2° Sqd
“tratta dal Secolo Illustrato del 15 marzo 1918”

Nasce a Macerata il 01.03.1892 e dopo il completamento degli studi entra nel Regio Esercito come allievo ufficiale.

Inizia così una lunga carriera militare coronata dalla concessione di 4 MAVM ed una di bronzo.

E’ nominato ufficiale nel 1912 ed allo scoppio della Grande Guerra presta servizio nel 125° Regg.to FTR.

Rimane ferito a novembre, nell’assalto ad una trincea nemica nella zona di Zagora.

Dopo la degenza in ospedale, entra nel Btg Aviatori conseguendo il brevetto di pilota militare nel febbraio 1917.

Con il grado di capitano, a marzo, assume il comando della 2a Sqd da bombardamento, basata sul campo di Aviano e gia’ impiegata bellicamente fin dall’ottobre 1915.

A maggio la Sqd partecipa alla 10a battaglia dell’Isonzo per passare poi nella zona degli altopiani in appoggio a quella dell’Ortigara.

Il 10 giugno tre Caproni Ca 300 sono in volo con obiettivo Caldonazzo, quando il mitragliere di Matricardi viene colpito dalla caccia che mette fuori uso anche due dei tre motori.

Bombardiere Caproni Ca 3
“tratta da Caproni Ca 3 di Gregory Alegi”

Lasciati i comandi al secondo pilota, va alla mitragliatrice ed abbatte uno degli attaccanti.

Il volo si conclude fortunosamente con un atterraggio in un campo vicino Arsiero.

A luglio arrivano i più potenti Ca da 450 cv ed il 28 al ritorno da un’azione su Chiapovano il suo aereo rimane colpito dall’ aa.

Il 2 agosto i Ca del reparto vanno di notte a colpire l’arsenale di Pola.

Nel periodo della rotta di Caporetto vengono impiegati per contenere l’offensiva nemica ed il 26 ottobre, rientra alla base con l’aereo colpito dalla caccia.

Alla fine del mese la 2° Sqd si ritira da Aviano bruciando i suoi velivoli per non farli cadere in mano nemica.

Siai S 81 e Caproni CA 111 sul campo di Gura sede del comando dei bombardieri in AOI“tratta da Guerra aerea sull’Etiopia 1935-39 di Gentilli"

Nel gennaio del 1918, ricostituitasi a Padova, opera di nuovo nella zona degli altopiani ed il 12 il velivolo di Matricardi ha una nuova disavventura.

In volo per colpire Primolano, è ripetutamente attaccato da caccia che lo costringono ad un atterraggio fuori campo presso Cavriago, dove tutto l’equipaggio si salva riportando varie ferite.

Questa e’ la sua ultima missione perche’ il 19 gennaio cede il comando al cap. De Renzis e, dopo dieci mesi di voli di guerra viene distaccato, come addetto al controllo della produzione aeronautica, presso la ditta SIAMIC sul Lago Trasimeno.

Nel dopoguerra rimane in servizio nel Regio Esercito presso l’ 80° Regg.to FTR, transitando poi nei ranghi della Regia Aeronautica al momento della sua costituzione.

Nella nuova arma, data la sua esperienza di volo, e’ inizialmente impiegato nel ruolo d’insegnante di materie aeronautiche anche nei corsi dell’ Accademia Navale.

Nel dicembre 1928 assume il comando come ten. colonnello del 7° Stormo BT. In seguito assume vari ed importanti comandi, tra i quali, quello dell’aeroporto di Aviano.

Dall’estate 1936 e’ in Africa Orientale per partecipare alla guerra per la conquista dell’ Etiopia.

Comanda la Brigata da Bombardamento composta dagli STM 8°, con Caproni Ca 111, e 9° su Siai S 81 e partecipa personalmente a diverse missioni.

Termina la campagna come Capo di Stato Maggiore della RA in Etiopia. Una volta rientrato in Italia ricopre diversi incarichi.

Nel maggio 1938 Hitler e’ in visita in Italia ed in suo onore viene organizzata un’imponente parata aerea che prende il nome di Manifestazione H. Matricardi comanda i reparti da bombardamento, per circa 150 velivoli, presenti all’evento.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale e’ in Africa Settentrionale a capo della 13a Divisione Aerea.

Anche in questa campagna partecipa personalmente a numerose missioni di guerra.

Nell’estate del 1941 rimpatria per prendere il comando del 1° aggruppamento Scuole di Volo.

Nell’aprile del 1943 e’ al comando del trasporto aereo militare noto come SAS, Servizi Aerei Speciali, subentrando all’altro maceratese Vincenzo Velardi.

La sua funzione di comando cessa pochi giorni prima dell’armistizio che lo coglie a Roma presso il Ministero dell’ Aeronautica.

Un gran numero di ex appartenenti alla RA della zona di Roma danno origine al Fronte Clandestino dell’ Aeronautica composto operativamente da 11 bande.

Una di queste, con l’appellativo di Banda Matricardi è sotto il suo comando.

Opera nella zona intorno la Capitale svolgendo azioni di spionaggio, assistenza ai militari sbandati e sporadicamente ad azioni di guerra.

Dopo la liberazione di Roma, nel giugno 1944, rientra nei ranghi della nuova aeronautica prima come commissario dell’ ONFA di Loreto e poi come responsabile dell’ Ufficio Ricompense.

Nel 1948 presiede la commissione per la costruzione dell’ aeroporto intercontinentale di Roma Fiumicino.

Ricopre altri incarichi, sempre presso il Ministero, fino al 1965 quando va in congedo.

Muore a Roma il 18 agosto 1976.

 
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