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Aviano estate 1917. Caproni Ca 3 della 6a Sqd dell’ 11° gruppo "Aeroplani Caproni" ed. Museo Caproni
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Nonostante le difficili condizioni tutti gli aerei raggiungono l’obiettivo e rientrano incolumi dopo 5 ore di volo notturno.
I danni arrecati sono modesti ma l’impatto psicologico e’ notevole; lo scopo e’ di stanare la flotta nemica rea di rimanere chiusa nei porti.
Rientrato nel suo reparto continuano i bombardamenti durante la 12a battaglia dell’ Isonzo.
All’inizio del 1918 la brillante carriera di Armani prosegue ed assume il comando del Raggruppamento da Bombardamento composto da tre Gruppi di Caproni.
Questo e’ l’anno decisivo della guerra e le azioni si susseguono con frenesia.
Ricordiamo alcuni degli obiettivi colpiti; Bolzano, Asiago, Tonale, Folgaria.
Ad agosto lascia il comando e passa alle dipendenze della Regia Marina che sta organizzando due grandi basi per gli enormi triplani Caproni Ca 4. Armani va a comandare la base di Poggio Renatico ed impiega diversi mesi per organizzarla.
Prima del termine del conflitto riesce a partecipare a quattro azioni con gli aerei della Marina, l’ultima delle quali il 2 novembre su Latisana.
Dopo la conclusione del conflitto e’ inviato a Zara, zona ormai sotto controllo italiano, per costituirvi l’aviazione della Dalmazia.
Con l’arrivo della pace, le industrie che hanno prodotto per la guerra si trovano nella necessità di trovare nuovi mercati civili.
Armani, forte della sua grande esperienza, viene distaccato presso la Caproni che sta cercando di convertire ad un uso civile i suoi famosi bombardieri.
Tra il 1919 ed il 1920 porta in volo molte personalità per propagandare l’uso di questi velivoli.
Inoltre e’ spesso presente nelle varie manifestazione aeree sul territorio nazionale.
Nel settembre del 1922 partecipa con un trimotore Caproni alle Gare aviatorie di Loreto ed in questa occasione porta in volo i due cardinali presenti.
Alla costituzione della Regia Aeronautica, marzo 1923, ne entra a far parte ed il suo primo incarico è al Centro Dirigibili di Ciampino.
Lasciato il volo attivo, la sua prestigiosa carriera si conclude come Capo di Stato Maggiore della RA tra il 1927 ed il 1928.
Muore a Roma nel 1970.
In eredita’ ci lascia due splendidi volumi che narrano le vicende del bombardamento italiano nella Grande Guerra. |