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Omiccioli Enzo
 

 Enzo Omiccioli“ tratta da Gli Eroi Alati n° 10”

Nasce a Fano (PU) il 1 giugno 1915.

Dopo il diploma di ragioniere entra nella Regia Aeronautica frequentando una scuola di volo.

Conseguito il brevetto, compie il servizio di prima nomina presso il 3° Stm Caccia di Torino Mirafiori con il grado di sergente pilota.

Al termine della ferma è posto in congedo.

Nel corso del 1938 partecipa ad un concorso e rientra di nuovo nei ranghi della RA, questa volta in servizio permanente, e va in organico alla 155a Squadriglia del 6° Stormo Caccia.

Lo Stormo, contraddistinto dal diavolo rosso, era stato costituito all’inizio del 1936 e composto dal 2° e 3° Gruppo sulla base di Campoformido.  

Al momento del suo ingresso in Sqd, questa e’ schierata sul campo di Ferrara ed equipaggiata con il caccia biplano Fiat CR 32.

Piloti della 410a Sqd in AOI nel 1940,al centro Omiccioli.
“ tratta da La romantica squadriglia di C. Ricci “

Nell’aprile del 1939 lo Stormo si sposta per raggiungere l’Albania; solamente la 155a Sqd rimane a Ferrara fino al luglio, quando viene imbarcata per raggiungere l’ Africa Orientale Italiana e trasformarsi in 410a Sqd.

Lo sbarco avviene nel porto di Massaua e gli aerei rimontati nel locale aeroporto.

Dopo un paio di settimane, necessarie per ambientarsi al tremendo clima africano, la Sqd va in volo alla nuova sede di Dire Daua nella desertica Dancalia.

Per l’occasione il diavolo rosso, emblema del 6° Stm, viene dipinto sulle fusoliere con l’aggiunta di un casco coloniale.

Nei seguenti 10 mesi il personale della 410a familiarizza con l’ambiente pattugliando il territorio a confine con la Somalia Francese e quella Inglese.

Il 10 giugno 1940 iniziano le ostilità ed i cacciatori della 410a sono impegnati a contrastare gli attacchi dei bombardieri leggeri inglesi.

Le prestazioni degli antiquati CR 32 si rivelano  modeste rispetto all’avversario, tanto che i nostri caccia non riescono ad ingaggiare il combattimento per difetto di velocità.

Dopo pochi giorni Omiccioli viene dato in prestito alla 411a Sqd basata a Mojale che, a corto di piloti, cerca di contenere gli attacchi nemici provenienti dai possedimenti britannici del Kenia.

Su questo fronte l’ 11 luglio ottiene la sua prima vittoria; ne fa le spese un biplano Hawker Hart.

Ad agosto rientra alla sua Sqd per partecipare alla conquista del Somaliland che si conclude il 19 con la caduta di Berbera.

Nel corso di questa campagna, sempre ai comandi di un CR 32, abbatte in collaborazione due bombardieri bimotori del tipo Blenheim.

Al termine del ciclo operativo gli viene concessa una MAVM.

Questo successo iniziale logora le nostre modeste forze aeree che riescono a ricevere solo scarsissimi rifornimenti dalla madre patria.

Ad ottobre gli inglesi passano decisamente all’offensiva partendo dalle loro basi che accerchiano completamente i nostri possedimenti.

Nel giro di pochi mesi il cosidetto Impero viene abbandonato al suo destino.

Gli antiquati CR 32, tecnicamente surclassati dal materiale in dotazione agli inglesi e ridotti al lumicino, vengono sostituiti con pochi CR 42 giunti dall’Italia.

Questi caccia rappresentano una versione migliorata del CR 32 ma ancora con formula biplana.

Dopo un estenuante ciclo di combattimenti nella zona sud dell’ AOI, Omiccioli viene aggregato alla 412a Sqd  basata a Gondar, in Eritrea.

Un Fiat CR 32 ( a sx ) ed un CR 42“ tratta da La guerra aerea in AOI di Ricci e Shores “

La capitale Addis Abeba e’ caduta e le nostre forze si sono concentrate per cercare di difendere gli ultimi lembi del territorio, senza rifornimenti e contro una schiacciante superiorità nemica.

 

Ai comandi di un CR42 e nel corso di furibondi combattimenti ottiene le sue due ultime vittorie, raggiungendo così la quota di 5 che lo classificano come “asso della caccia”.

 

I suoi sforzi continuano fino a giungere al fatidico 3 febbraio 1941.

 

Gondar sta subendo un ennesimo attacco da parte del 1° Squadron della SAAF ed Omiccioli, approfittando di quella che sembra una sosta delle incursioni, decolla per contrastare i cinque Gladiator che comunque rimangono sempre in agguato.

 

Attaccato subito dopo il decollo, con scarsa quota e velocità, è facilmente abbattuto.

 

Alla sua memoria viene concessa la massima onorificenza militare: la MOVM.

 

Alla fine del 1942 l’aeroporto della sua città natale viene intitolato al suo nome.

 

Le spoglie rientreranno in Italia nell’ottobre del 1970.

 

 
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