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Riccardo Ponzelli e sua moglie si sporgono dalla nave al momento del loro arrivo nel porto di Buenos Aires nel gennaio 1910 (tratta dalla rivista "Aerodeportes") |
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Vanificate le sue speranze per una via personale al volo, a metà del 1909 si reca in Francia per frequentare la scuola di pilotaggio dei fratelli Voisin. Nel giro di tre mesi consegue il brevetto ed acquista uno dei modelli da loro prodotti: un biplano cellulare con motore da 75 cv.
Riceve, nel frattempo, un invito da parte della “Sociedad Sportiva Argentina”, presieduta dal barone De Marchi, a trasferirsi nel paese per compiere dei voli in occasione dell’anniversario dell’indipendenza. Arriva in Argentina all’inizio di gennaio 1910, ma nello stesso periodo arriva anche il pilota francese Herny Bregui con un velivolo simile e sponsorizzato da una rivista sportiva.
Ponzelli, il 30 gennaio, si alza in volo a Buenos Aires e ad una quota di 10 metri compie un volo di circa 200 metri finché una raffica di vento lo fa precipitare a terra senza conseguenze, almeno per lui.
Purtroppo il volo è avvenuto senza la presenza dei commissari dell’Aeroclub Argentino che così non possono ufficializzare il volo del Ponzelli come il primo in terra argentina.Il giorno 6 febbraio il pilota Bregui compie un volo di circa 7 km con regolare atterraggio e con la presenza dei commissari.Da questi fatti inizia una lunga disputa su chi e’ stato l’autore del primo volo nel paese sud americano.Solamente alla fine degli anni ottanta a Ponzelli viene riconosciuto ufficialmente tale merito.
Rientrato in Italia diventa commissario del neo costituito Aeroclub d’Italia. Non si hanno notizie di sue altre imprese aviatorie ma lo troviamo sempre presente agli eventi più importanti che si susseguono nella regione. |