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PONZELLI RICCARDO
 
Visita a Montichiari (BS) in previsione del Circuito Aereo del settembre 1909. Il secondo da sinistra e’ l’osimano Muzio Gallo mentre il terzo lo jesino Riccardo Ponzelli (tratta da "Pionieri dell’aviazione in Italia" di Mario Bianchi)


Jesi (AN) 06.02.1875
Jesi (AN) 18.11.1943

Personaggio dai molti interessi, si occupa in particolare di ciclismo ed automobilismo prima di approdare alla nuova frontiera del volo.

Il suo debutto in campo aeronautico avviene nel corso del 1907 con un modellino di aereo di sua invenzione realizzato in filo di ferro.

Nel 1908 è a Bologna in occasione del circuito automobilistico e qui conosce e frequenta personaggi già del mondo dell’aviazione, in particolare il conte osimano Muzio Gallo ed il bolognese Mario Cobianchi.


Insieme sviluppano l’idea di partecipare al primo grande concorso aviatorio nazionale previsto per l’anno successivo a Brescia. Progetta così un suo aeroplano, che battezza con il fantasioso nome di Aerocurvo , affidandone la costruzione all’officina torinese dell’ingegnere Franz Miller .

La costruzione , per vari motivi, procede a rilento e Ponzelli  rendendosi conto dell’impossibilità di averlo in tempo utile per la competizione   scioglie il contratto stipulato con il costruttore torinese.Il progetto viene rilevato dall’aviatore Leonino da Zara che , per la cronaca , porta l’aereo alla competizione ma non riuscira’ a decollare finendo contro una staccionata.

Riccardo Ponzelli e sua moglie si sporgono dalla nave al momento del loro arrivo nel porto di Buenos Aires nel gennaio 1910 (tratta dalla rivista "Aerodeportes")


Vanificate le sue speranze per una via personale al volo, a metà del 1909 si reca in Francia per frequentare la scuola di pilotaggio dei fratelli Voisin. Nel giro di tre mesi consegue il brevetto ed acquista uno dei modelli da loro prodotti: un biplano cellulare   con motore da 75 cv.

Riceve, nel frattempo, un invito da parte della “Sociedad Sportiva Argentina”, presieduta dal barone De Marchi, a trasferirsi nel paese  per compiere dei voli in occasione dell’anniversario dell’indipendenza. Arriva in Argentina all’inizio di gennaio 1910, ma nello stesso periodo arriva anche il pilota francese Herny Bregui con un velivolo simile e sponsorizzato da una rivista sportiva.

Ponzelli, il 30 gennaio, si alza in volo a Buenos Aires e ad una quota di 10 metri compie un volo di circa 200 metri finché una raffica di vento lo fa precipitare a terra senza conseguenze, almeno per lui.


Purtroppo il volo è avvenuto senza la presenza dei commissari dell’Aeroclub Argentino che così non possono ufficializzare il volo del Ponzelli come il primo in terra argentina.Il giorno 6 febbraio il pilota Bregui  compie un volo di circa 7 km con regolare atterraggio e con la presenza dei commissari.Da questi fatti inizia una lunga disputa su chi e’ stato l’autore del primo volo nel paese sud americano.Solamente alla fine degli anni ottanta a Ponzelli viene riconosciuto ufficialmente tale merito.

Rientrato in Italia diventa commissario del neo costituito Aeroclub d’Italia. Non si hanno notizie di sue altre imprese aviatorie ma lo troviamo sempre presente agli eventi più importanti che si susseguono nella regione.

Nel 1926 assiste il generale Nobile in visita a Loreto. Nel 1927 compie un memorabile lancio con il paracadute sul campo di Roma Centocelle. Segue con passione le sorti del campo di volo di Jesi ,abbandonato dalla fine della I Guerra Mondiale, schierandosi per un suo ripristino.

Nel 1929 è un dirigente del neo costituito Aeroclub di Ancona. Sempre nello stesso anno è capo scalo della compagnia aerea Transadriatica sul campo di Brindisi.

Trascorre gli ultimi anni della sua vita organizzando conferenze aviatorie sia nella sua citta’ che in altre della Regione.

 

 
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