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ARGENTATI don RAFFAELE
 

Copertina dell'opuscolo fatto pubblicare da Don Raffaele Argentati per rivendicare la sua invenzione (gc sig. Norberto Zazzarini Senigallia)


Senigallia (AN) 1789
Senigallia (AN) 1865

E’  parroco di Roncitelli di Senigallia dal 1828 al 1854.

Personaggio di fervido ingegno concepisce,nella prima meta’ dell’800,un apparecchio atto a controllare la direzione del moto dei globi aerostatici.

Realizza un modello del suo apparecchio avvalendosi della collaborazione di un matematico.

Per la sperimentazione pratica lo colloca ,nell’agosto del 1838,su di una imbarcazione sul fiume Misa,in presenza di un folto pubblico di curiosi.

L’apparecchio e’ mosso da una molla ed una volta attivato riesce a far muovere nell’acqua il natante.

Immaginando l’apparecchio applicato ad un corpo sospeso nell’aria,il globo appunto,si ottiene in pratica l’effetto dell’elica.

La conclusione dell’Argentati e’ che l’invenzione ha dimostrato di funzionare anche se non può essere utilizzata all’atto pratico.

La molla andrebbe sostituita con un propulsore in modo da avere un moto costante ; servirebbe un motore ma all’epoca non e’ ancora disponibile.

Disegno allegato all'opuscolo di Don Argentati per visualizzare il concetto della sua invenzione (gc sig. Norberto Zazzarini Senigallia)



L’inventore viene invitato,dai suoi sostenitori,a sottoporre il progetto al giudizio delle Accademie Scientifiche Italiane.

Solo quella di Pesaro risponde suggerendo, a sua volta, di scrivere a quelle di Londra e Parigi.


L’Accademia francese prende in esame l’invenzione tanto da riportarne la notizia sul suo bollettino del maggio del 1840.

Nel corso dello stesso anno il francese Eugenio Fresne’ compie sulla Senna un esperimento analogo arrogandosi poi la paternita’ dell’invenzione.

Senigallia.Il ponte sul fiume Misa con la lapide posta nel 1982
(foto Lucci)


L’Argentati da alle stampe un opuscoletto per difendere l’originalita’ della sua scoperta ,cercando il coinvolgimento della popolazione di Senigallia.

In seguito è costretto a ritirarlo perche’ le autorita’ ecclesiastiche giudicano l’opera non consona ad un religioso.

Lo scritto e’ giunto fino a noi.

Particolare della lapide.
(foto Lucci)


L’esperimento viene ricordato nel settembre del 1938 quando, sul ponte del Misa di Senigallia,viene collocata una lapide a memoria dello storico evento.

Il ponte viene distrutto nel 1944,e con esso la lapide,dalle truppe tedesche in ritirata.Nel 1982 ne viene collocata una nuova ad opera del locale Rotary Club che è tutt’ora visibile.

 
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