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BETTI frà NICOLO'
 
Vista laterale della macchina  (Rivista Aeronautica ottobre 1963)

 

Orciano (PU) dicembre 1756   data incerta  
Fano (PU) tra il 1810 ed il 1816 data incerta

Nasce in una famiglia culturalmente elevata.

Entra in convento prima a Mombaroccio (PU) e poi a Camerino (MC).

E’ affascinato fin da piccolo dalla bellezza e dal mistero del volo.

Nel silenzio del convento trascorre intere giornate ad osservare il volo degli uccelli nell’intento di carpirne i segreti.

I suoi confratelli,accortisi di ciò,ne fanno oggetto di scherni ma nonostante questo prosegue nei suoi studi.

Nell’arco di otto anni costruisce ben nove prototipi in legno,via via più perfezionati,della sua macchina volante.

Essa e’ costituita praticamente da una portantina,per alloggiare uno o più passeggeri,munita di una testa e di una coda atte a governare la direzione del volo.

 

Vista frontale della macchina (Rivista Aeronautica ottobre 1963)

 

Due ali laterali vengono fatte battere dai passeggeri, mediante un complicato sistema di pulegge, provvedendo così al decollo ed al volo.

Oltre alla versione monoposto ne progetta anche una per nove persone.

Il Betti allega al suo progetto un calcolo del peso che può essere sollevato con la sua macchina e si spinge fantasiosamente anche a calcolare quanto possa rendere in denaro,utilizzandola in un servizio di linea aerea “ante litteram”.

Disegno della macchina sollevata da terra (Rivista Aeronautica ottobre 1963)

 

Purtroppo nell’aprile del 1810 un editto napoleonico determina la soppressione degli ordini monastici.

Il Betti e’ costretto a lasciare il convento di Camerino e non potendo portare con se tutto il materiale è costretto a distruggerlo.

La descrizione della macchina volante e’ giunta fino a noi attraverso un suo manoscritto.

 
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