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Resti attuali di una colonna posta all’ingresso del vecchio deposito. “ foto Lucci “ |
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Ormai il personale addetto conta quasi 200 unità e non è più pensabile l’ alloggio in baracche, per questo motivo viene costruita una palazzina comando ed una caserma per gli avieri, inoltre si provvede a recintare tutto il perimetro e a stabilire l’ingresso principale tra le due gallerie.
Il deposito è sorto per conservare bombe a gas, ma naturalmente è usato anche per il munizionamento convenzionale; a noi risulta che il primo tipo inizia ad essere immagazzinato solamente dal 1942.
Man mano che passano gli anni la sistemazione delle bombe richiede sempre maggiore spazio tanto che all’inizio del 1943 si richiede alle Ferrovie la cessione di altre gallerie verso la Romagna, chiamate Pian delle Logge di 304 metri, Casanova di 200 metri e Mezzulo di 354.
Prima degli eventi armistiziali si riescono ad occupare solamente le prime due.
Con l’ 8 settembre gli avieri della RA si sbandano lasciando il deposito incustodito e favorendo così una prima razzia da parte della popolazione civile.
Pochi giorni dopo arrivano le prime truppe tedesche che occupano la città e naturalmente anche il deposito.
Nel periodo fine 1943 primavera 1944, il deposito è sgombrato dalle munizioni che sono trasferite in altri depositi del Nord Italia.
Alla fine dell’estate il territorio di Urbino viene liberato dalle truppe alleate che non mostrano interesse per il deposito, pertanto e’ il Governo Italiano del Sud che deve farsene carico inviando, nei primi giorni di settembre, un nucleo di militari per presidio.
La situazione che si presenta è di completa distruzione.
Tutti gli imbocchi delle gallerie sono stati minati ed alcuni fatti saltare mentre i manufatti, tranne poche eccezioni, sono completamente distrutti.
La nuova Aeronautica Militare con i pochi mezzi a disposizione mette in sicurezza le gallerie e recupera i materiali di sua proprietà per poi riconsegnare tutto il complesso alla Direzione delle Ferrovie.
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