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URBINO – deposito munizioni Regia Aeronautica
 

Nella seconda metà degli anni trenta la Regia Aeronautica, ad un decennio dalla sua costituzione come arma indipendente, è ancora impegnata in un programma di costruzione e sistemazione delle infrastrutture necessarie al suo funzionamento.

Dal 1931 il territorio nazionale è stato suddiviso in quattro ZAT ( zona aerea territoriale ) e le Marche sono incluse nella seconda, ad eccezione della provincia di Ascoli Piceno.

Il Demanio di questa ZAT è alla ricerca di un luogo dove poter conservare le bombe per aereo caricate a gas.

La scelta cade sulla linea ferroviaria Urbino- Sant’Arcangelo di Romagna, la cui costruzione risale ai primi anni del 1900.

Sul tratto Urbino Sant’Arcangelo vengono sospesi i lavori nel 1933 per problemi incontrati nel tratto in costruzione, Macerata Feltria-Auditore-San Leo e lo scarso traffico registrato sul tratto già in esercizio, tanto che la linea rimarrà incompleta.

Schema, non in scala, del 14° Deposito di Urbino
“elaborazione grafica Fratini Roberto”

Ciò che lo rende interessante per la RA, è la presenza di gallerie che possono essere facilmente trasformate in depositi e la disponibilità delle Ferrovie per un loro affitto.

La prima cessione avviene nell’ottobre del 1936 con l’occupazione della Galleria del Braccone, o galleria di Urbino, che inizia dal piazzale della stazione e prosegue per circa 3,5 chilometri verso Trasanni.

I lavori d’adattamento per la nuova esigenza si protraggono per diverso tempo ed il personale militare viene ospitato provvisoriamente in baracche erette nel piazzale della stazione.

Nel frattempo il Demanio approva un piano regolatore per la costruzione dei manufatti necessari al funzionamento del deposito.

Con disposizione del Ministero dell’Aeronautica, datato gennaio 1938, nasce ufficialmente il 14° Deposito Centrale della Regia Aeronautica di Urbino.

Il munizionamento inizia ad essere conservato nella galleria e la sua movimentazione, sia in entrata che in uscita, avviene esclusivamente a mezzo di camion in quanto i raccordi ferroviari esterni non sono operativi.

Con lo scoppio della guerra aumentano i quantitativi di bombe da immagazzinare per cui viene occupata anche la galleria successiva, di circa tre chilometri e mezzo denominata del Pallino.

Nella zona compresa tra l’uscita della galleria del Braccone e l’ingresso di quella del Pallino, a confine con la stazione di Trasanni, viene eretto il corpo centrale del deposito.  

Resti attuali di una colonna posta all’ingresso del vecchio deposito.
“ foto Lucci “

Ormai il personale addetto conta quasi 200 unità e non è più pensabile  l’ alloggio in baracche, per questo motivo viene costruita una palazzina comando ed una caserma per gli avieri, inoltre si provvede a recintare tutto il perimetro e a stabilire  l’ingresso principale tra le due gallerie.

Il deposito è sorto per conservare bombe a gas, ma naturalmente è usato anche per il munizionamento convenzionale; a noi risulta che il primo tipo inizia ad essere immagazzinato solamente dal 1942.

Man mano che passano gli anni la sistemazione delle bombe richiede sempre maggiore spazio tanto che all’inizio del 1943 si richiede alle Ferrovie la cessione di altre gallerie verso la Romagna, chiamate Pian delle Logge di 304 metri, Casanova di 200 metri e Mezzulo di 354.

Prima degli eventi armistiziali si riescono ad occupare solamente le prime due.

Con l’ 8 settembre gli avieri della RA si sbandano lasciando il deposito incustodito e favorendo così una prima razzia da parte della popolazione civile.

Pochi giorni dopo arrivano le prime truppe tedesche che occupano la città e naturalmente anche il deposito.

Nel periodo fine 1943 primavera 1944, il deposito è sgombrato dalle munizioni che sono trasferite in altri depositi del Nord Italia.

Alla fine dell’estate il territorio di Urbino viene liberato dalle truppe alleate che non mostrano interesse per il deposito, pertanto e’ il Governo Italiano del Sud che deve farsene carico inviando, nei primi giorni di settembre, un nucleo di militari per presidio.

La situazione che si presenta è di completa distruzione.

Tutti gli imbocchi delle gallerie sono stati minati ed alcuni fatti saltare mentre i manufatti, tranne poche eccezioni, sono completamente distrutti.

La nuova Aeronautica Militare con i pochi mezzi a disposizione mette in sicurezza  le gallerie e recupera i materiali di sua proprietà per poi riconsegnare tutto il complesso alla Direzione delle Ferrovie.

 
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